Se è riuscita a rivoluzionare il modo di arredare casa, associando elementi di design moderni e funzionali e prezzi contenuti, perché non potrebbe stravolgere anche il mondo degli hotel?

E così IKEA, ancora una volta e ancora per prima, entrando nel settore alberghiero, riuscirebbe a proporre il concetto di “Budget Designer Hotel” coniugando design e low cost anche fuori dalle pareti di casa.

L’investimento di un miliardo di euro ci dà l’idea di quanto la multinazionale svedese sia convinta del successo dell’operazione e, la scelta della Germania, patria delle catene Low Cost, per il lancio della prima struttura nel 2013, riconferma la filosofia dell’azienda alla base del progetto: hotel pratici ed economici rivolti a viaggiatori d’affari e turisti low cost.

Rimangono solo due dubbi:

Il primo: perché non brandizzare gli hotel? Un marchio (ri)conosciuto a livello mondiale sarebbe stato una garanzia per l’ospite con la consapevolezza di un perfetto rapporto qualità-prezzo, senza contare il fatto che oltre agli hotel, IKEA punta a investire sulla realizzazione di alloggi per studenti, target privilegiato dell’arredo “fai da te”.

Il secondo: perché escludere l’Italia dai mercati di riferimento? Un progetto di questo tipo, avrebbe potuto contribuire alla rivalutazione di località o aree metropolitane dando un ulteriore impulso al turismo del Belpaese. Un esempio in tal senso, è stata l’apertura di Eataly a Roma presso l’ex Terminal Ostiense, che oltre ad aver creato posti di lavoro per 500 persone, ha contribuito alla rinascita di un’area da tempo dimenticata.

In attesa quindi di vedere nascere il primo “no logo IKEA” hotel anche in Italia, credo che questo progetto cambierà ancora una volta lo scenario dell’hotellerie a livello internazionale e fornirà una scelta in più a coloro che, in linea con la filosofia svedese, sono alla ricerca di hotel a buon mercato, senza rinunciare a qualità, efficienza e…una buona colazione!

Virginia De Salvo è country manager di hotel.info Italia