Questa è la lettera che i firmatari dell’appello lanciato da Italia Nostra e Fai hanno indirizzato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La missiva è volta ad evitare che a Venezia venga costruito il Palais Lumiere voluto da Pierre Cardin. Anche TAFTER si è occupato dell’argomento e dunque vi sottopone il testo consegnato lo scorso 4 dicembre.

 

 

Signor Presidente,

è a Lei che ci rivolgiamo, perché Lei è interprete e difensore di parole e principi contenuti nella nostra Costituzione. Ed è proprio una grave offesa alla Costituzione quella che minaccia Venezia: la sua integrità ambientale, il suo paesaggio, la natura e la storia di un patrimonio che va tutelato e tramandato alle generazioni future.

Simone Weil, in un suo scritto intitolato “Venezia salva”, spiega il senso delle radici autentiche di questa città: “È un ambiente umano del quale non si ha maggior coscienza che dell’aria che si respira. Un contatto con la natura, il passato, la tradizione”. Realtà e valori che vanno condivisi, se si vuole essere città. Ma il “contatto” di cui parla Simone Weil svanisce sempre più spesso in fenomeni che feriscono e umiliano, come non mai prima, il diritto dei cittadini al bene comune che è Venezia con la sua laguna.

Se si ritiene possibile da parte dei responsabili delle istituzioni pubbliche contribuire alla mastodontica costruzione di una cosiddetta Torre, e questo addirittura sul margine delle acque lagunari prospicenti il centro storico veneziano, vuol dire che lo smarrimento culturale di quelle istituzioni pubbliche non è solo cinica indifferenza al paesaggio e alla storia – e quindi all’obbligo di tutela e salvaguardia dettato dalla Costituzione e dalla legge – ma è addirittura una malaugurata partecipazione di soggetti pubblici ad un’opera che, ove realizzata, potrebbe danneggiare e sfigurare irreparabilmente Venezia.

Signor Presidente, stiamo parlando di uno sproposito edilizio alto più di 250 metri (nulla di simile nel resto d’Italia), che si vorrebbe costruire da parte di privati lì dove un tempo c’era la grande area industriale di Porto Marghera: che per uscire dal suo pluridecennale declino di molto avrebbe bisogno, ma non certo di un “asso piglia tutto”, che agirebbe solamente in funzione della sua natura di “predatore” economico e finanziario.

Tutto questo accade al di fuori di ogni regola e consuetudine di pianificazione territoriale, e ciò a riprova di intenti speculativi che nulla garantiscono in relazione alla sempre contrastata rinascita economica, sociale e culturale di Porto Marghera.

Coloro che sostengono il progetto della colossale Torre esibiscono motivazioni che ricordano gli alibi politici all’origine delle impressionanti devastazioni di contesti storici, sia urbani che paesaggistici, di molte parti d’Italia negli anni del cosiddetto “abusivismo di necessità”. E la costruzione della Torre vanificherebbe una recente sentenza della Corte di Cassazione (riguardante le valli da pesca della laguna di Venezia) che afferma come i valori paesaggistici e le attività antropiche siano da ritenersi beni comuni secondo quanto previsto dagli articoli 2, 9 e 42 della Costituzione.

È per tutte queste ragioni, signor Presidente, che Le esprimiamo la nostra grave preoccupazione, e che Le chiediamo di vegliare perché a Venezia gli interessi privati e un malinteso culto del profitto non calpestino mortalmente la legalità costituzionale.

 

Pochi giorni fa si è costituito invece il Comitato Sì Palais Lumiere, volto a sostenere il progetto della nuova costruzione, anche attraverso una raccolta firme che sarà presto presentata al Presidente della Repubblica. Per “par condicio” e per una visione completa del fatto, vi proponiamo di seguito la posizione del Comitato Sì Palais Lumiere.

 

 

LETTERA APERTA del Comitato Sì Palais Lumiere a Marghera al “Consulente” Franco Miracco, al Ministro Lorenzo Ornaghi e al Direttore regionale Ugo Soragni

 

Alla nostra Lettera Aperta del Comitato “Sì Palais Lumiere a Marghera” sui ritardi della Soprintendenza, non ha risposto il Direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto Ugo Soragni, bensì Franco Miracco, consulente del Ministero ai Beni Culturali. A nostro avviso Miracco, risulta essere in “conflitto d’interessi” poiché è tra i primi firmatari dell’Appello inviato al Presidente della Repubblica per impedire la costruzione del Palais Lumiere.

Noi vogliamo la risposta dal Direttore Regionale e non da un consulente che, a quanto ci è dato di sapere, sembra non avere alcuna autorità dirigenziale o politica. Inoltre cogliamo l’occasione per chiedere conto circa l’effettivo ruolo di questo consulente. Miracco è pagato con soldi dei contribuenti italiani e si attribuisce il ruolo di “Consigliere” del Ministro Lorenzo Ornaghi. Però, dal sito “Operazione Trasparenza” del Ministero Beni Culturali, risulta una cosa diversa. Miracco ha in essere un incarico di “consulente” che scade il prossimo 14 dicembre per un compenso di 40.000 €. Pertanto, chiediamo se si tratta di millantato credito considerato che l’incarico ufficiale di “consulente” non è quello di “Consigliere” con il quale si qualifica nella replica alla nostra Lettera Aperta.

Ma c’è dell’altro che noi cittadini vorremmo sapere in tempi di crisi e revisione della spesa pubblica. Franco Miracco è stato portavoce dell’ex Ministro Galan. Dal sito “Operazione Trasparenza” del Ministero delle Politiche Agricole risulta che, nell’anno 2011, ha percepito 110.000€. Questo non ci riguarda, ben per lui, ma vorremmo sapere a cosa sono riferiti altri 21.500€ percepiti per meno di tre mesi di lavoro, dal 5 aprile al 30 giugno 2011, per “attività di mediazione immobiliare”. Questa somma è stata pagata con soldi pubblici dal Ministero dei Beni Culturali come pubblicato nel sito della CGIL Funzione Pubblica a pagina 185 del file “Incarichi affidati a consulenti e collaboratori esterni”.

Siccome Franco Miracco è risultato parte attiva nel tentativo di ostacolare un progetto immobiliare come quello del Palais Lumiere chiediamo: 1) che tipo di attività immobiliare pubblica ha svolto Franco Miracco nel 2011 riferita alla voce “intermediazioni immobiliari” per conto dell Ministero dei Beni Culturali?; 2) che ruolo effettivo ricopre Franco Miracco fino al prossimo 14 dicembre all’interno del Ministero dei Beni Culturali?; 3) la risposta del Direttore regionale Ugo Soragni alla nostra Lettera Aperta dello scorso 4 dicembre.

Comitato Sì Palais Lumiere a Marghera

 

DECALOGO del Comitato Sì Palais Lumiere a Marghera, 10 validi motivi per sostenere l’attuazione della Torre Cardin a Marghera

1. NUOVO LAVORO E INNOVAZIONE: in un periodo di crisi sosteniamo chi investe a Marghera per creare 2.000 nuovi posti di lavoro e innovazione tecnologica;

2. RICONVERSIONE PORTO MARGHERA: vogliamo un segnale concreto di cambiamento della 1^ Zona Industriale da sommare a quello del VEGA Parco Scientifico Tecnologico;

3. PISCINA AD USO PUBBLICO: Marghera chiedeva a gran voce una piscina, al Palais Lumiere ne avremo una di coperta, olimpionica da 50 metri, ad uso pubblico con tribuna di 2.500 posti;

4. BONIFICA E PARCO PUBBLICO: vogliamo la bonifica di suoli e falde acque inquinati dalle precedenti attività industriali e la creazione di un grande parco ad uso pubblico;

5. ENERGIE RINNOVABILI: ci piace l’esempio “green building” del Palais Lumiere che produrrà ed utilizzerà solo energia rinnovabile geotermica, eolica e solare fotovoltaica;

6. PRONTO SOCCORSO OSPEDALIERO: lo vogliamo, è una delle richieste che i cittadini di Marghera sollecitano da anni per un’area urbana da 30.000 abitanti e la zona industriale;

7. CENTRO FORMAZIONE E CENTRO CONGRESSI: per dare futuro alle nuove generazioni e ai disoccupati con opportunità di formazione superiore e un centro congressi da 7.000 posti;

8. SVILUPPO TRAM MARGHERA: diciamo sì alla nuova linea del tram di Marghera, da Piazzale Giovannacci, passando per Via Durando, Palais Lumiere, VEGA e poi dritti a Venezia;

9. MODA MADE IN ITALY: vogliamo stare insieme a Milano e Firenze, perché Venezia può diventare davvero il terzo polo internazionale della moda e tessuti Made in Italy;

10. NUOVA IMMAGINE INTERNAZIONALE: Marghera con Porto Marghera non più “brutto anatroccolo” o Cenerentola, ma stella del riscatto sociale e del rinnovamento sostenibile.