Che nel sacco di Babbo Natale i biglietti per spettacoli teatrali e concerti fossero, ormai da anni, abbastanza numerosi lo sapevamo già, ma che gli Elfi si fossero messi a impacchettare anche musei e monumenti questa è sicuramente una novità più recente, almeno qui da noi.
Già lo scorso anno, però, moltissime destinazioni e istituzioni culturali si erano attrezzate con aperture e iniziative speciali per accogliere i flussi natalizi non solo dei turisti ma anche dei residenti, bacino d’utenza sempre più interessante in un momento di crisi, e i Tour Operator europei e d’oltreoceano avevano manifestato molta soddisfazione per i risultati del prodotto italiano “città d’arte” durante le Feste.
D’altra parte oggi le nuove sfide del mondo della cultura, dal reperimento di fondi all’individuazione di innovative formule distributive, dal coinvolgimento di nuovi pubblici ai rapporti sempre più frequenti con il mondo del turismo e della valorizzazione territoriale, stanno necessariamente portando il tema del marketing al centro dell’attenzione di molte organizzazioni culturali e mettendo sotto i riflettori l’urgenza, per il mondo della cultura, di trovare nuovi strumenti per conoscere e soddisfare meglio i suoi diversi interlocutori.
Ne è prova anche la consultazione pubblica online indetta dal MiBAC “Il Museo che vorrei” e che si chiude proprio in questi giorni.
Ci sarà dunque chi, quest’anno, troverà sotto l’albero la card di accesso alle Case Museo milanesi (Museo Bagatti Valsecchi, Casa Boschi Di Stefano, Museo Poldi Pezzoli e Villa Necchi Campiglio) o l’abbonamento annuale “Perugia Città Museo” o ancora chi, avendo scelto per le vacanze uno short break culturale, potrà usufruire di sconti e promozioni attraverso card turistiche studiate ad hoc per il periodo natalizio come la Natale Artecard dei musei napoletani o la Museumobil Card in Alto Adige.
Quanti? Per questo aspettiamo a gennaio un tweet da Babbo Natale.

Martha Friel è docente di marketing delle organizzazioni culturali, IULM, Milano