sicilyNel 2007, in occasione del decennale dell’Associazione SiciliAntica, il Presidente della Sede di Acireale Prof. Benintende evidenziava come nel territorio fra il mare Ionio e i fiumi Alcantara e Simeto siano presenti tutte le tipologie che, singolarmente, costituiscono titolo per chiedere all’UNESCO la qualifica di Patrimonio dell’Umanità. Una profetica relazione che vede oggi avverarsi, con l’inserimento dell’Etna nella WHL, l’auspicio che allora espresse SiciliAntica.
In effetti il Mongibello, com’è anche chiamato sin dal periodo della dominazione araba, non è solo il vulcano più attivo del mondo, ma un vero continente culturale nel quale non sono presenti solo testimonianze geologiche, ambientali, vegetali e animali rarissime. Uno scrigno ricchissimo di tutte le testimonianze della cultura materiale delle tante etnie la cui presenza è qui documentata almeno dal quarto millennio avanti
Cristo: questa è l’Etna (nomen omen).
Sembra quasi che terremoti violenti ed eruzioni frequenti, alcune delle quali sviluppatesi dalla sommità sino al mare, abbiano voluto risparmiare aree archeologiche di grande interesse. I resti semisepolti della torre del Filosofo (legata alla leggenda di Empedocle) ad oltre 2900 m s.l.m., le grotte e capanne preistoriche di Tartaraci a 970 metri di altitudine, la città sicula del Mendolito, le terme romane di Santa Venera al Pozzo, fino al tempietto di Capomolini in riva al mare (solo per citarne alcune)sembrano testimoniare quanto sia appropriato l’epiteto di “gigante buono” dato al vulcano. Naturalmente non mancano architetture religiose: la Cuba bizantina di Santa Domenica è forse quella più suggestiva, o militari: i dongioni normanni di Adrano, Paternò e Motta Sant’Anastasia, o, ancora, residenze nobiliari: per tutte il “castello” di Orazio Nelson duca di Bronte.
Ma riteniamo il riconoscimento UNESCO dell’Etna una tappa e non un traguardo: la Sicilia attualmente è la regione con il più alto numero di siti nella lista ed altri se ne aggiungeranno a macchia di leopardo.
Viene, però, spontaneo chiedersi: cosa hanno in più le isole Eolie delle Egadi? Il parco archeologico di Selinunte è meno interessante di quello di Agrigento? I mosaici romani del Tellaro sono artisticamente inferiori a quelli di Piazza Armerina? Il barocco del Val di Noto è più importante delle cattedrali Normanne del Val di Mazara? Da queste considerazioni nasce l’invito che SiciliAntica, da tempo, ha inoltrato alle autorità regionali: proporre l’inserimento della Sicilia – nella sua totalità – nella WHL.

 

Simona Modeo è Presidente di SiciliAntica