broadbandIl Decreto Valore Cultura ha un significato e una portata che vanno oltre le misure – pur importanti – in esso contenute. Per la prima volta dopo tanti anni infatti sembra emergere un approccio di sistema alle politiche di sostegno pubblico al comparto, una “vision” che considera ad esempio l’audiovisivo un segmento della produzione creativa ad alto potenziale occupazionale e generatore di ricadute sul piano economico e industriale.

Certo, si tratta solo di un piccolo passo ma fatto nella giusta direzione e che dimostra che nonostante le emergenze quotidiane è possibile derogare ai tagli orizzontali là dove gli investimenti pubblici vengono considerati realmente strategici.

Sembrerebbe maturo quel cambio di passo necessario per avviare una seria e radicale riforma della governance per estendere ad esempio i benefici fiscali anche al settore della fiction (ben venga intanto il provvedimento a favore della produzione indipendente musicale) e del sistema di raccolta della risorse da far affluire al comparto dei contenuti creativi e culturali creando dei tavoli negoziali con i tradizionali player (broadcaster e Telcos) e nuovi operatori globali della rete (OTT).

 

Bruno Zambardino è analista senior della Fondazione Rosselli e Direttore didattico As.For. Cinema