Il dibattito internazionale sul futuro della carta stampata è vivace, propositivo e catastrofico, a seconda degli approcci e della capacità visionaria con cui lo si affronta. Sabadin si è occupato dell’avvenire della carta stampata in un momento storico in cui si avverte incombente la crisi, e il pericolo della scomparsa sembra un presentimento facile da realizzarsi.
Memorabili le affermazione dello studioso Philip Meyer, professore di giornalismo all’Università della Carolina del Nord, che ha anche calcolato la data di morte dei giornali, fissata al primo trimestre del 2043. Una morte che sarà provocata dalla concorrenza sempre più agguerrita di Internet come fonte di informazione primaria e dal conseguente dirottamento di risorse pubblicitarie verso i nuovi media. In effetti l’affermazione di McLuhan secondo la quale il messaggio è il mezzo non ha più fondamenta nell’epoca democratica di internet e della comunicazione orizzontale.
Dai primi anni Novanta si è verificata una crescente perdita del potere del giornalismo su supporto cartaceo – in termini di influenza sull’agenda mediatica – per la concorrenza avanzata dagli altri media, che offrono informazione su supporti di gran lunga più fruibili: facilità e velocità d’accesso, gratuità e attrattività . Grazie al moltiplicarsi dei blog e ai siti di condivisione come YouTube , il citizen journalism è diventato una realtà ; arroccarsi dietro le scrivanie di redazione non è l’atteggiamento giusto per i giornalisti della carta.
Il futuro possibile è l’integrazione tra web e carta stampata, abbandonando l’approccio divergente. Come suggerisce Sabadin, bisogna potenziare i siti web unificando redazioni online e quelle di carta, come stanno facendo The Guardian, Washington Post, New York Times e Los Angeles Times. Nelle aziende editoriali la produzione del giornale assorbe il 90 per cento delle risorse umane, ma registra ricavi costantemente in calo. La produzione del sito web impiega il 10 per cento delle risorse e produce utili modesti, ma in crescita del 30-40 per cento l’anno. La soluzione è unificare per fornire informazioni su supporti diversi: prima online e poi sulla carta.
“Il futuro della professione dei giornalisti è online – scrive Sabadin – e sarà probabilmente il web, fra una decina d’anni, a fornire alle società editoriali i mezzi per stampare ancora un giornale”. L’informazione generalista, in passato punto nevralgico dell’informazione cartacea, appartiene ora al web; a causa della frammentazione dell’audience mediatica inseguire le nicchie appare la soluzione. Come confermano dati statistici relativi al panorama statunitense, la stampa focalizzata sul locale è l’unica ad avere un futuro possibile, e soprattutto remunerativo. Il libro illustra molteplici strategie attuate dai maggiori quotidiani del mondo e le creative soluzioni di editori ed esperti di comunicazione, confermando che il futuro dipende dalla capacità di adattamento al mercato.
Le dichiarazioni di stimati giornalisti del panorama mondiale concludono il volume.
Chissà se Arthur Sulzberger jr., editore del New York Times che ha detto di non credere che il suo giornale sarà ancora in edicola nel 2013, avrà ragione.

L’ultima copia del New York Times
Il futuro dei giornali di carta
Vittorio Sabadin
Donzelli 2007 II ed. euro 15
ISBN 978-88-6036-144-3