Inutile ripeterlo all’infinito: la crisi globale che ha colpito le finanze di tante persone ha portato con sé anche un ripensamento dei valori fondamentali e una riprogrammazione delle priorità di ogni paese. E se, già da prima, la cultura non aveva un ampio spazio nelle politiche locali di sviluppo del territorio (tanto meno in quelle nazionali), adesso lo spazio si è assottigliato ancora di più, toccando quasi il livello zero. In un clima così cupo, non possiamo che sorridere ed essere un po’ più sereni nel leggere notizie che vanno in controtendenza, come quella che riguarda la Regione Campania, la quale ha recentemente approvato un piano volto alla programmazione triennale (2012 – 2014) di interventi e attività a favore di musei di enti locali o di interesse locale.

Si tratta di un piano generale che aspira a perseguire politiche volte al raggiungimento di una serie di obiettivi, come quelli del potenziamento e della crescita delle strutture museali sparse sul territorio, e che si inserisce in un’ottica di ideale prosecuzione del precedente piano triennale 2009 – 2011, che già aveva visto lo sviluppo di una vera e proprio rete museale, basata sul coordinamento e sul raggiungimento di obiettivi comuni tra i diversi soggetti che operano nel settore, attraverso un migliore indirizzamento delle risorse a disposizione e comuni progetti di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale locale.

L’opportunità offerta ai principali musei regionali è molto importante e merita la massima attenzione: per questo motivo, accanto al piano generale, sono stati previsti degli specifici piani annuali degli interventi necessari per raggiungere gli indirizzi generali e per verificare, di volta in volta, se i musei in questione sono riusciti a raggiungere gli obiettivi strategici indicati. Questo tipo di indirizzamento rappresenta anche un ottimo modo non solo per ripartire al meglio le risorse finanziarie, ma anche per monitorare e verificare, attraverso processi di feedback, l’idoneità dei risultati raggiunti rispetto agli interventi programmati. Ognuno dei prossimi tre anni vedrà, quindi, una serie di attività prioritarie da sviluppare con il supporto delle amministrazioni locali: in modo particolare, per il 2012 sono stati individuati progetti di adeguamento architettonico e manutenzione degli impianti di tutela delle opere, progetti di promozione, valorizzazione e catalogazione del patrimonio museale, progetti volti all’educazione per le scuole e alla didattica e, infine, programmi formativi volti all’aggiornamento delle competenze delle figure professionali che operano all’interno di un museo.

Queste priorità verranno considerate come punto di partenza per i successivi due anni, con l’aggiunta di ulteriori elementi, quali, per il 2013, la creazione di materiale promozionale e di divulgazione scientifica, la creazione di programmi per l’allestimento dei depositi e per il restauro dei beni più critici e l’organizzazione di mostre e convegni sul tema della cultura del territorio. Per il 2014, invece, è previsto un ulteriore arricchimento dei progetti, con studi e ricerche di settore, volti a favorire una maggiore conoscenza del patrimonio museale, e programmi di allargamento delle raccolte.

Il punto di partenza di questo piano sarà dato da due strumenti principali: da un lato l’indagine conoscitiva sulla realtà museale campana, avviata nel 2009, e visionabile all’indirizzo internet www.museincampania.it, che punta non solo a catalogare e mettere in rete le strutture di maggiore interesse regionale, ma anche a evidenziare le reali condizioni di funzionamento dei musei; dall’altro lato l’insieme delle criticità emerse nel piano precedente, tra le quali: la mancanza, in molte strutture, di servizi di accoglienza e servizi aggiuntivi (bar, bookshop, sale conferenze e audio guide per fare degli esempi); la scarsità di materiale informativo, soprattutto per i turisti stranieri; la mancanza di personale qualificato; l’incapacità di diverse strutture di sviluppare politiche di autofinanziamento; la difficoltà di costituire distretti museali tematici e/o territoriali, fondati sulla condivisione delle risorse umane, finanziarie e tecnologiche.

È proprio su quest’ultimo punto che il nuovo piano triennale regionale pone la massima evidenza, considerandolo come uno dei risultati attesi più importanti. In ogni caso, solo il tempo potrà dire se i musei campani avranno avuto la capacità e la volontà di riunirsi in forme distrettuali, come avviene già da diversi anni in molti altri paesi esteri, con risultati estremamente soddisfacenti.