Rigenerare la cultura materiale di un luogo? Creazione di nuova impresa ad alto contenuto tecnologico, sviluppo di aggregazioni tra PMI e Centri di ricerca, attrazione di nuovi investimenti sul territorio, sviluppo di linee di prodotti tecnologici per l’incremento innovativo del territorio. Oggi uno dei compiti di un Parco Scientifico e Tecnologico (PST) è la neo-post-industrializzazione di zone d’ombra. Il repertorio PST europeo con la recente firma dell’Accordo Quadro fra l’Associazione Parchi Scientifici e Tecnologici Italiani (APSTI) e la Repubblica di San Marino si arricchisce col progetto operativo di un Parco scientifico e tecnologico italo-sammarinese che mira a proporsi come hub internazionale.

Tra San Marino e Italia si cambia passo tentando di generare un piccolo motore di sviluppo sostenibile che dialoga col futuro guardando “oltre con-fine” riscrivendo il rapporto relazionale tra luogo e globalizzazione. Il progetto, teso all’attuazione di un Parco Scientifico e Tecnologico italo–sammarinese per creare le condizioni di insediamento di imprese a forte connotazione innovativa e dare valore aggiunto al sistema economico locale, è ritenuto di interesse sia per l’Italia che per San Marino. Così a giudicare dagli atti di stipula dell’accordo tra il Governo della Repubblica di San Marino e il Governo della Repubblica Italiana in materia di cooperazione economica del 2009.

Il Ministero dello Sviluppo Economico italiano aveva già invitato APSTI a partecipare alla Commissione tecnica unitamente agli esperti dei Ministeri dello Sviluppo, dell’Istruzione, degli Esteri, una delegazione della Repubblica di San Marino e delle Regioni Emilia-Romagna e Marche al fine di procedere alla verifica degli aspetti progettuali sul costituendo PST italo-sammarinese. I referenti della Repubblica di San Marino hanno poi redatto un Documento di sintesi sul Parco scientifico e Tecnologico Internazionale San Marino. APSTI si era resa disponibile a fornire, oltre ad un supporto istituzionale, il servizio consulenziale specialistico per una migliore attuazione del progetto. Ora con il contratto operativo il Polo Tecnologico di Navacchio incaricato dall’APSTI per le attività di coordinamento opererà per il coinvolgimento di altri Parchi Scientifici e delle figure professionali idonee a raggiungere gli obiettivi programmati.

Un accordo e una speranza per lo sviluppo knowledge-based. Il PST resta quindi uno strumento di politica economica estremamente flessibile. Esso spinge a condividere informazioni e percorsi di progettazione partecipata, formativi, democratici, fuori dal comune: ovvero per un’innovazione come processo di costruzione sociale. Luigi Nicolais, presidente CNR, in occasione del Bioindustry Park (Torino), ha ricordato che per produrre conoscenza d’alto livello e favorirne l’utilizzo è necessario avere nuove interfacce con il sistema delle piccole e medie imprese: i Parchi Scientifici e Tecnologici possono essere una di queste. L’innovazione in effetti è un processo generativo e rigenerativo. Certamente il Parco scientifico e Tecnologico Internazionale San Marino riuscirà ad affermarsi se saprà dialogare con la contemporaneità e le questioni emergenti dell’ambiente, della tecnologia e dell’altro. Edificare una realtà transfrontaliera basata sull’integrazione di saperi manifesta intanto la volontà di ripensare i confini territoriali e culturali: rigenerare la cultura materiale per un nuovo livello di convivenza.

Immagine: New, Now! Ripensamento tecno-urbano. Elaborazione, Flavio Milandri, Forlì (FC)