Sogna, tieni gli occhi ben chiusi. Poi sogna ancora, aprili, e continua a sognare. Perché essere un sognatore spinge a far diventare, ogni giorno, i propri sogni realtà.
E’ una ricetta semplice quella che propongono Rijko e Chris, gli ideatori di “The Visionaries“.
Alla base dell’iniziativa di questi giovani artisti olandesi c’è l’idea di creare una serie di ritratti in formato video che diano voce a persone, appassionate e creative, collegate fra loro dalla voglia di raccontare le loro vite e lasciarle condividere in rete.

Basta collegarsi al sito internet ufficiale, infatti, per tuffarsi in una manciata di minuti in queste biografie. Ogni “visionario” ci narra la sua storia, l’amore per il suo lavoro e per l’arte che produce. Da cosa è nato, ma soprattutto, come questa passione, il sogno di una vita, si sia trasformata in realtà.
Chi sono questi visionari?
Uno di loro è Dennis de Groot, illustratore e graphic designer. Creatore multidisciplinare, come ama presentarsi. Il suo processo creativo inizia già dall’infanzia. “Facciamo errori migliori domani” è la sua citazione preferita. Il primo libro che ha pubblicato, Bare Essential, si compone di una serie di illustrazioni che ripropongono soggetti tratti dalla cultura popolare, rivisitati in chiave minimalista  tramite semplici colori e forme geometriche.
Dall’inizio della sua carriera ha lavorato per clienti come Tommy Hilfiger, Bacardi, Converse, Heineken. Ha collaborato con diversi eventi culturali, per l’ esibizione dell’Amsterdam 2.0 presso the Hub, per esempio, ha ideato sei illustrazioni sui luoghi e i simboli più caratteristici della capitale olandese.

Molto diversa è la storia e la visione del mondo di Sivanski, graphic designer e artista di strada. Iniziando con piccoli adesivi, poco alla volta si è accorta di come, questa forma d’arte, fosse diventata per lei una sorta di dipendenza. La sua tela è diventata la città intera. Ama la street art perché è qualcosa di temporaneo, che ha una fine, qualcosa che tutti possono vedere, che muta e che contemporaneamente la fa crescere come persona.
Ma c’è anche chi racconta come la sua attività sia nata in una sorta di ritorno al passato, alle origini, alla propria famiglia.

E’ la storia di Hollund, un marchio di fashion design creato da una coppia che, dopo esperienze con grandi compagnie in Finlandia, ha deciso di fondarne una propria ad Amsterdam. Lei ricorda come questa passione sia sorta probabilmente nell’adolescenza, quando vedeva la nonna e la madre cucirsi i vestiti da indossare. Così, dopo avere studiato in una scuola d’arte, ha creato la sua linea, confezionando abiti che dichiara essere ispirati al folklore olandese, al design scandinavo e all’internazionale streetwear.

Anche per il dj, musicista, produttore I.N.T. l’amore per il proprio lavoro ha un’origine ancestrale, comincia dal primo ricordo: la madre che ascolta musica in radio. Non solo è iniziata quel giorno la sua esperienza musicale, ma forse anche la sua vena hip-hop. Adesso è un artista riconosciuto, ha calcato la scena di festival di fama internazionale, ma il suo passato è presente ovunque. Un’antica passione per i videogiochi ci spiega da dove nasca il suo pseudonimo: nei giochi di un tempo era possibile inserire un nome composto solo da tre lettere. L’aspetto ludico come omaggio alla carriera. Questo artista, come tutti gli altri, si sente benedetto e felice, appagato di quello che fa.

Il filo rosso che unisce i visionari è la necessità umana di creare. La carrellata di questi ritratti multimediali vuole essere uno spunto di ispirazione e di motivazione per tutti quelli che non sono convinti che sia davvero possibile concretizzare i propri sogni artistici. Uno spiraglio di luce e una diversa prospettiva del mondo a tutti gli aspiranti visionari. Dalla potenza all’atto il passo è possibile. E auspicabile anche in questa parte dell’Europa.