Tempi di crisi in cui il lavoro scarseggia e sempre più giovani sono obbligati a fuggire all’estero per crearsi un futuro. Il leitmotiv di questi ultimi anni è sempre lo stesso: l’Italia ti forma ma poi non riesce ad offrirti uno sbocco nel mondo del lavoro. Eppure ci sono due giovani italiani che il lavoro all’estero invece che cercarlo, l’hanno esportato.

I fondatori della giovane e celebre gelateria Grom infatti sono due ragazzi, Federico Grom e Guido Martinetti che la crisi la combattono così: non solo hanno creato lavoro per loro stessi e per altri cinquecento giovani, ma sono riusciti ad espandere la loro attività in tutto il mondo. Obiettivo che hanno raggiunto senza sottostare alle regole della finanza e dei mercati, bensì riscoprendo una ricetta semplice e antica: fare il proprio lavoro con passione e con qualità. Un concetto forse banale e che richiama le tradizioni artigianali dei nostri nonni, di cui però sempre più spesso questa società post-industriale sembra sentire la mancanza. Ed ecco che la nostalgia si è trasformata in un successo, grazie a buone idee e alla creatività giovanile.

Un esito positivo non così scontato, perché fare impresa oggi nel nostro paese rappresenta comunque un rischio e il risultato non è sempre così prevedibile. Quale è stato il segreto che ha portato al successo questa avventura? Sicuramente l’aver investito in un progetto di qualità e aver privilegiato una filiera di produzione che si serve di prodotti genuini e di materie prime di alto livello: l’intento è stato quello di riscoprire sapori antichi non alterati da dolcificanti artificiali o eccesso di coloranti, servirsi di ingredienti controllati e miscelarli con criterio al fine di creare gusti innovativi, ma semplici e riconoscibili al palato. Un esperimento ben più che riuscito, e coloro che hanno avuto la possibilità di testare non possono che confermare che questa ricetta ha sicuramente un sapore completamente differente dalle altre.

Alla base della produzione di Grom c’è la capacità di aver saputo investire in modo lungimirante non tenendo conto del guadagno a breve termine. Un prodotto di qualità si ottiene infatti con un impegno a lunga scadenza di cui spesso i benefici non sono immediati. Semplicemente si rimette al centro del proprio lavoro non più il capitale finanziario, bensì il capitale intellettuale, inteso come forma di conoscenza e accrescimento di competenze che, nel lungo periodo, portano beneficio all’azienda. Ed è questa la filosofia alla base di un prodotto di successo come Grom, che recupera un sapere artigianale su cui investire grazie anche a personale di talento. Unito alla passione per il proprio lavoro e alla consapevolezza di migliorare la propria formazione grazie all’apprendimento, il gioco è fatto. Si tratta di una ricetta semplice che punta sul cosiddetto “capitale intangibile”. Forse l’unica soluzione per combattere la crisi è quella di immaginarci cosa sarà importante ed interessante per i nostri figli nella società di domani. E i fondatori di Grom, nove anni fa, hanno capito che il bisogno di tradizione e di ricette artigianali sarebbe stato centrale ai nostri giorni. Un esempio di come la crisi oggi non si combatte investendo solo in mezzi economici o continuando a vivere di finanziamenti esterni: forse è solo la creatività e la qualità del proprio lavoro la chiave di svolta per ritrovare l’ottimismo.