Il filo che lega le due isole del Mediterraneo è proprio la presenza, sui fondali marini, di distese di quella Posidonia Oceanica che dà il nome al Festival, che con la sua azione di protezione di coste e spiagge dall’erosione e di ossigenazione delle acque regola l’equilibrio biologico del mondo marino, rappresentando una specie chiave dell’ecosistema e della sua biodiversità, nonché della trasparenza di acque la cui bellezza è stata ed è richiamo di migliaia di turisti ogni anno.

Una Posidonia che da oceanica si è ristretta a mediterranea e ora in regressione anche dal mare nostrum da cui rischia di scomparire, con conseguenti gravi conseguenze sulla biodiversità e sulla qualità di acqua e spiagge.

Ecco quindi che la Posidonia diventa simbolo di un festival che vuole in prims promuovere una cultura basata sull’eco-sostenibilità e sensibilizzare ad una coscienza ambientale: se educare a una maggiore responsabilità nei rapporti con la natura e se il rispetto per le bellezze che ci sono state donate e al cui sfruttamento non è stato dato limite appaiono come meri richiami ad una presa di coscienza di qualcosa che non ci appartiene da vicino, il Festival ambientato nella deliziosa cornice del piccolo centro isolano di Carloforte, ha rappresentato una risposta entusiasta e concreta al come agire.

 

 

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