Anche se inserita nella categoria “mostre ed exhibit” sul programma del Festival della Scienza, “A tavola! Scienza e cucina sulle tavole d’Europa” si è rivelata molto di più di una semplice mostra dedicata alla gastronomia dei vari paesi europei. Infatti, in linea con moltissimi eventi della manifestazione genovese, la visita mirava a coinvolgere un pubblico eterogeneo in una serie di piccoli esperimenti scientifici per scoprire il legame tra scienza e cucina tramite l’interazione, il gioco e le attività di gruppo.
La mostra si è tenuta nella suggestiva sala su colonne delle antiche cantine di Palazzo Ducale, le chiamate Cisterne. Ha previsto quattro diverse postazioni per gli esperimenti e l’approfondimento poste agli angoli del salone, un piccolo palco su cui è stata disposta una tavola imbandita e grossi pannelli colorati dedicati ai piatti tipici di ogni paese europeo. Avvicinandosi ad alcuni di questi pannelli è stato possibile sin dall’inizio della visita cercare di carpire la ricetta dei tradizionali bolinhos portoghesi, del salmone marinato svedese o del promettente cavolo rosso con gelatina di ribes rosso, piatto tipico danese.
I giovani animatori della mostra, molto gentili e preparati, hanno accolto i visitatori e, raggiunto un certo numero di interessati, davano inizio alla visita guidata con una piccola riflessione sui processi chimici nella produzione dell’impasto per pasta e pane e con alcuni esperimenti dedicati al riconoscimento dell’amido e del glutine. La visita si spostava poi ad un’altra postazione, dove protagoniste erano gelatine e gelificanti: la tradizionale colla di pesce, oggi spesso preparata con ingredienti di origine suina o bovina, e le alternative vegetariane, come la pectina o l’agar-agar, discussione accompagnata dalla preparazione di una piccola gelatina di agar-agar, menta e acqua. La terza postazione era dedicata all’”uovo ubriaco”, in cui si mostrava il processo di denaturazione che interessa le proteine dell’albume di un uovo a contatto con l’alcool etilico, capace di trasformarlo in un perfetto uovo al tegamino. Prima di arrivare all’ultima postazione, si è toccato con mano l’effetto del sale come conservante di cibi e si è riflettuto insieme su alcune tecniche tradizionali e moderne di conservazione del pesce. L’ultimo esperimento era dedicato a un fluido non newtoniano, in questo caso l’amido di mais mescolato con acqua: ogni visitatore è stato invitato prima a tastare la sua solidità colpendolo con forza e poi a immergere lentamente le mani in esso, con divertenti risultati.
Questo “tour scientifico gastronomico attraverso le tavole d’Europa” attraverso le sue postazioni e i diversi pannelli è stato un’occasione di apprendimento scientifico attraverso i sapori e le ricette italiane e straniere, tanto per i bambini come per gli adulti. Ugualmente ha rappresentato l’opportunità per avvicinarsi alla cucina internazionale e per scoprire insieme i suoi ingredienti e i suoi piatti più tipici.

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