Il primo mattone per il suo restauro è stato posato il giorno in cui è stato pubblicato il Decreto Sviluppo: l’articolo 8 infatti è stato completamente dedicato alla crescita culturale della città di Milano, in vista dell’atteso evento dell’EXPO 2015. Così, mentre partivano i cantieri contemporaneamente veniva approvata la metamorfosi della Pinacoteca di Brera in Fondazione denominata “La Grande Brera, finalizzata al miglioramento della valorizzazione dell’Istituto nonché alla gestione secondo criteri di efficienza economica”. Al nuovo ente sono stati affidati dunque, sia il patrimonio immobile che la collezione di opere d’arte ospitata al suo interno.
Tuttavia si tratta solo del primo passo che presuppone un ideale disegno più ampio. I tratti di come evolverà questo progetto, sono stati delineati ieri dal Segretario Generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, arch. Antonia Pasqua Recchia, dal Direttore Generale della Lombardia, dott.ssa Caterina Bon Valsassina, dal Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici, arch. Alberto Artioli e dalla Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici, dott.ssa Sandrina Bandera. Il CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica) ha confermato lo sblocco di 23 milioni di euro (un terzo dei fondi complessivi di quei 70 milioni che il Comitato ha destinato “a favore di interventi prioritari nel settore dei beni e delle attività culturali- sedi museali di rilievo nazionale”) per l’avvio dei lavori, che come primo obiettivo si concentreranno su Palazzo Citterio, reduce da un’occupazione la scorsa primavera. Il piano di riqualificazione del palazzo, che attualmente si sta fortemente deteriorando, prevede il restauro e rifunzionalizzazione dell’ala monumentale, riproponendo un progetto del soprintendente Franco Ruspoli che nel 1976 aveva auspicato un ampliamento della Pinacoteca di Brera, sfruttando gli spazi contigui di Palazzo Citterio. L’obiettivo è quello di predisporre questi spazi per le esposizioni temporanee e per le collezioni di Jesi, Vitali, Zavattini e il fondo delle opere fotografiche. Questo primo lotto di lavori dovrebbe terminare entro giugno 2015, in tempo per l’Expo, e comprende il finanziamento più consistente di 17 milioni di euro. Entro il 2014 invece dovrebbe essere terminato il rifacimento del tetto di Brera (costo 4,5 milioni di euro), mentre per la fine dell’anno prossimo verrà completata la predisposizione degli edifici destinati alla realizzazione del Campus didattico dell’Accademia delle Belle Arti di Brera. La caserma Caroccio di via Mascheroni e la caserma Magenta, infatti, verranno svuotate delle loro attuali funzioni militari che verranno riallocate e saranno trasformate in nuovi spazi accademici, in 18 mesi e con un impiego complessivo di 1,5 milioni di euro. Investimenti sostanziosi e tempi strettissimi per non perdere la grande occasione che rappresenterà il prossimo Expo. Fervono i preparativi e le attenzioni delle istituzioni, pronte a far ricorso a soggetti privati, come previsto dalle regole statutarie delle fondazioni, per coprire i costi aggiuntivi. Per adesso i progetti sono su carta ma le intenzioni sembrano ferree. E intanto però i lavori all’interno dei cantieri dell’Expo procedono a ritmi serrati. Chissà come si sveglierà Milano nel 2015.