Tafter incontra Lorenza Fruci, scrittrice e giornalista. Insieme parleremo di crowdfunding, di donne (normali ma speciali) e di futuro…

Hai da poco finanziato, grazie al crowdfunding, il tuo nuovo progetto editoriale “La Zibaldina Magazine”, il Web Magazine delle Wonder Women del 2000. Come mai hai scelto questo metodo di finanziamento e cosa ti proponi di realizzare su La Zibaldina?
Più che scegliere, ho voluto sperimentare il crowdfunding. Ne avevo sentito parlare e mi divertiva l’idea della folla che “finanzia” un progetto sulla spinta della passione, della fiducia, dell’investimento sulle idee e sulle nuove progettualità. E’ una grande dimostrazione dell’esistenza tangibile della generosità.
Sperimentare il crowdfunding è stato un modo anche per mettermi alla prova nel mondo del web e prendere le misure con i social network; poi ovviamente una piattaforma di crowdfunding mi è sembrato un luogo ideale sul quale lanciare un web magazine. Sono una grande curiosa di nuove esperienze e il crowdfunding ha superato tutte le aspettative che potevo avere a riguardo: si è rivelato una grande opportunità di comunicazione oltre che un’importante esperienza umana. Proprio per questo mi è venuta voglia di dedicargli un video-racconto; il documentario sarà online a gennaio insieme a La Zibaldina.

Prima di questa scommessa a livello editoriale c’è però il blog “Donna è bello…ma che fatica” su Style e la scrittura di diversi libri, di cui l’ultimo “Burlesque. Uno spettacolo chiamato seduzione” ha avuto grande successo. Una domanda sorge spontanea: come riesci a conciliare tutte queste attività? Sei anche tu una Wonder Woman?
E’ chiaro che Wonder Woman è un mio mito… è una donne forte, dinamica e terribilmente femminile. E’ un modello della fantasia che mi è piaciuto riproporre nella realtà e la metafora ha colpito: sono state molte le ragazze e le donne che si sono ritrovate in questa citazione delle Wonder Woman del 2000. Per quanto riguarda me, mi sarebbe piaciuto essere una superoina che salva il mondo… mi piacciono le sfide, raggiungere gli obiettivi, darmi da fare. Sono mossa sempre da passione e cerco di fare le cose che mi piacciono, questo non mi fa sentire la fatica dei numerosi impegni. E poi ci vuole molta molta organizzazione e desiderio di non perdere tempo.

Soprattutto sul tuo blog raccogli sfoghi e fatiche delle donne d’oggi. Ma chi sono le Wonder Women di cui parli?
Le Wonder Women di cui parlo sono le donne contemporanee. Le donne intelligenti, libere, colte e meno, che non rinunciano alla loro femminilità, a loro stesse, ai loro sogni, ai figli, al sesso, all’amore, alle loro idee e ideali, alla loro realizzazione… tutte quelle donne che hanno praticamente una vita impossibile perché una vera conciliazione della vita privata e lavorativa è molto difficile.
E’ arrivato il momento di affrontare seriamente, politicamente e civilmente, queste difficoltà che prima o poi si presentano nella vita di ogni donna. Non è possibile che una donna ad un certo punto della sua vita si trovi di fronte ad un bivio: o la famiglia o la carriera. Oggi Wonder Woman porterebbe avanti questa battaglia, non ne ho dubbi!
A proposito del mio blog “Donna è bello…ma che fatica”, si tratta della vetrina per un prossimo progetto editoriale che sfocierà in un libro-documentario.

Come ti vedi fra 10 anni?
Per ora mi vedo tra 5 anni… finora nella mia vita ho maturato la necessità di un cambiamento ogni 5 anni, il tempo giusto per raggiungere un nuovo obiettivo professionale. Credo che il mio “lungo periodo” sia naturalmente questo. Tra 5 anni mi vedo come un editore affermato, una scrittrice attiva e una donna felice.

Questo il link della raccolta fondi per La Zibaldina