TAFTER, in qualità di partner del bando Che Fare, vi fa conoscere da vicino i 6 finalisti del premio dedicato all’innovazione sociale. Fino a sabato 26 gennaio, uno per uno, i responsabili dei progetti finalisti ci mostrano i loro obiettivi, i loro sacrifici e le loro ambizioni nel caso risultassero tra i favoriti della Giuria. La votazione finale, si svolgerà il 27 gennaio.

Verrà data comunicazione ufficiale del vincitore martedì 29 gennaio. Siete pronti a scommettere sul vincitore?

Parliamo di Artribune Jobs con Massimiliano Tonelli, direttore di Artribune

 

Siete tra i 6 finalisti del premio Che Fare. Come è nato il vostro progetto?
Il progetto Artribune Jobs si inserisce in un più ampio piano di investimenti che l’azienda intende portare avanti con l’obiettivo di internazionalizzare il brand, ampliare il proprio mercato e aprire nuove aree di business. Il processo di apertura del marchio Artribune verso l’estero, che verrà perseguito durante il biennio 2013-14 attraverso una serie di iniziative coordinate (pubblicazione di contenuti in inglese su carta e web, presenza del giornale in eventi internazionali, progettazione di nuove applicazioni per il mercato dei dispositivi mobili, lancio di una piattaforma di content curation), punta sul progetto Jobs come perno dell’intera strategia.

Perché il vostro progetto è innovativo?
E’ innovativo perché non c’è niente di questo genere in giro per il mondo della creatività. Un settore dove il turnover di personale e addetti è continuo, ma dove la domanda e l’offerta di lavoro è demandata al passaparola. Un settore, inoltre, dove c’è una sovrabbondanza di opportunità in termini di bandi, call e concorsi e dove non c’è nulla per averli tutti insieme a disposizione. Artribune Jobs è innovativo perché semplifica le procedure per chi sta offrendo o cercando lavoro. Rende più facile l’incontro della domanda e dell’offerta in ambiti strategici in questo momento come il lavoro e le opportunità.

In che modo riuscirete a rendere economicamente sostenibile la vostra idea?
Grazie alle sinergie con Artribune, grazie all’approccio “freemium” ovvero dare una parte del servizio di domandaofferta di lavoro in modalità gratuita ed una parte, la parte premium, a pagamento sia per chi consulta che per chi inserisce le offerte. In questo modo e anche grazie a software open source e non molto costosi la macchina dovrebbe stare in piedi ed essere sostenibile accompagnando al contempo la nostra internazionalizzazione. Ovviamente ci sono circa 100.000 euro di start-up da trovare, ecco perché abbiamo partecipato al Premio Che Fare e lo vogliamo fortemente vincere.

Che obiettivi vi siete posti?
Artribune Jobs ha obiettivi ambiziosi: cambiare l’approccio che le persone hanno al settore della cultura e della creatività, affermare la meritocrazia perché questo progetto accrescerà esponenzialmente la trasparenza specie dei bandi eliminando la possibilità per qualcheduno di pubblicare bandi confidando sulla scarsa diffusione. Con Artribune Jobs tutto sarà disponibile a tutti in qualsiasi momento.
Insomma cambio di prospettiva, merito, opportunità. L’obbiettivo è creare una vera infrastruttura per l’intero comparto. Qualcosa che diventi insostituibile.

Dateci 3 motivi per i quali la giuria dovrebbe votare per voi
Si richiedevano progetti di impatto sociale e attivando Artribune Jobs si cambia letteralmente la faccia, dal punto di vista lavorativo ad un intero settore.
Si richiedeva replicabilità e siamo nelle condizioni di replicare il modello su tutti gli ambiti della creatività, non solo l’arte che è il nostro ambito, ma anche l’editoria, la letteratura, il design, l’architettura, la moda. Nessuno di questi mondi ha delle piattaforme di job engine attive e ben funzionati
E infine siamo il progetto che, se lanciato e messo nelle condizioni di funzionare, può dare maggiormente lustro, diffusione e prestigio al Premio Che Fare e alle realtà che lo hanno realizzato.. Artribune Jobs è un progetto destinato a durare negli anni ed a incidere sulla vita di migliaia di persone. Tutti, dunque, dovranno ringraziare Che Fare per questo.

La scheda di Artribune Jobs su Che Fare
Leggi le interviste agli altri progetti finalisti su TAFTER