Il banco non è male.
Legno grezzo, di quelli che ti fanno i gomiti e non solo, se non stai bene attento a come ti muovi.
Del resto, il saloon deve portare con lui una certa quale eredità in cicatrici.
L’esperienza è importante: da qualche parte lungo la Frontiera si dice che sia il proiettile di ogni colpo andato a segno.
Ma non siamo qui per parlare delle lunghe cavalcate in equilibrio sul confine, quanto di quello che siete venuti a bere: che sia per ristorarvi o per dimenticare, poco importa.
Questo vecchio cowboy sarà sempre qui, pronto a riempirvi i bicchieri e sempre in attesa del prossimo brindisi.

 

 

 

 

 

 

 

Zero Dark Thirty
di Kathryn Bigelow

Se avete bisogno di: un drammone tosto che sia un cocktail di azione e politica.
Da gustare come: un Knob Creek liscio.
Di cosa si tratta: la storia di una giovane agente della CIA alle prese con i giochi di potere legati ad una delle indagini più importanti e dispendiose che gli States abbiano mai intrapreso, quella che avrebbe portato alla cattura e alla morte di Osama Bin Laden.
Nello spirito che ha reso grandi serie come 24 e la recentissima Homeland, un thriller ad altissima tensione che è lo specchio delle paure di un Paese ancora segnato dagli attacchi dell’undici settembre e dalla guerra al terrore che ne derivò.

 

Re della terra selvaggia
di Behn Zeitlin

Se avete bisogno di: respirare con il cuore il vero Cinema.
Da gustare come: non importa cosa, basta che sia una sbronza viscerale.
Di cosa si tratta: comincerò senza mezze misure, questa volta. Re della terra selvaggia – pessimo adattamento italiano dell’originale Beasts of the Southern Wild – è già il più autorevole candidato ad essere il film dell’anno di questo 2013.
Una favola nera intensa e magica che ruota attorno alla splendida Hushpuppy, bambina di frontiera di un futuro prossimo diviso tra un mondo civilizzato ed un altro in cui non si piange per i morti e si festeggia ogni giorno, pronta ad affrontare il riscaldamento globale ed il ritorno dalla Preistoria delle bestie selvagge del profondo Sud, gli Aurochs.
Un film che è vera e propria magia, e che tutti, ma proprio tutti, dovrebbero vedere almeno una volta nella vita.

 

Promised land
di Gus Van Sant

Se avete bisogno di: una boccata di realismo nel Cinema etereo di Van Sant.
Da gustare come: un amaro, che stura tutto e lascia un pò di vuoto dentro.
Di cosa si tratta: ad ormai più di dieci anni da Will Hunting, uno dei registi più legati alla scena indipendente degli States, Gus Van Sant, torna a collaborare con Matt Damon mostrando la sua interpretazione della crisi economica e delle conseguenze che la stessa ha portato nella società a stelle e strisce, soprattutto nei piccoli centri e nei ceti medi.
Una parabola amara che vede protagonisti due agenti di vendita finiti nella provincia profonda.

 

 

Gangster squad
di Ruben Fleischer

Se avete bisogno di: un action movie da Frontiera.
Da gustare come: Birra e Jack Daniels, nella migliore tradizione macho americana.
Di cosa si tratta: la Los Angeles del dopoguerra segnata dai conflitti tra gangsters e sbirri d’assalto per uno dei titoli più attesi di questo inizio anno, supportato da un cast all stars, da Ryan Gosling a Emma Stone, da Sean Penn a Josh Brolin.
Se volete concedervi una ruvida pellicola da duri come non se ne vedevano dai tempi di Lawless, un paio di mesi or sono, eccovi accontentati.

 

La madre
di Andres Muschietti

Se avete bisogno di: un thriller nella migliore tradizione iberica, o di rivedere Jessica Chastain e non vi è bastato Zero Dark Thirty.
Da gustare come: un Armagnac, arcigno ma venato di dolce.
Di cosa si tratta: prodotto da Guillermo Del Toro ed ispirato da un cortometraggio di quello che si può considerare uno dei suoi allievi più promettenti, questo thriller d’esportazione minaccia di essere la vera alternativa al deludente The impossible, altra proposta di origine spagnola lanciata sul mercato della grande distribuzione.
Negli States è andato fortissimo al botteghino – complice anche la protagonista, la lanciatissima Chastain – ed è stato molto ben accolto, vedremo se la più ostica critica europea sarà della stessa opinione.

 

 

Per tutti gli altri film, da mandar giù fino all’ultima goccia, mi trovate anche sul blog White Russian