Expedia aveva annunciato un aumento di prenotazioni di voli e hotel su Roma già nelle prime 24 ore successive l’11 febbraio, data in cui Benedetto XVI ha annunciato le proprie dimissioni, e alcuni giorni fa la Capitale ha visto oltre 100.000 pellegrini, provenienti da tutto il mondo, ritrovarsi davanti San Pietro per assistere all’ultimo Angelus di Papa Ratzinger.
E adesso che il Papa ha lasciato il Vaticano, quali ricadute avrà per il turismo il Conclave? Antony Stuart, direttore dell’operatore romano Vatican Tour Company, ha raccontato all’Huffington Post: “Durante il Conclave del 2005 sembrava di essere a Woodstock. La gente si era accampata in giro per Roma e nella Città del Vaticano”. Secondo Andrea Costanzo, presidente di Fiavet Lazio, però, il pienone che ci fu al tempo di Wojtyla non ci sarà questa volta “perché il pontefice non è morto e il fascino esercitato da Giovanni Paolo II era più forte”.
Tuttavia, analizzando i dati che emergono dall’indagine di trivago.it sulla stato della ricettività della Capitale, nelle ultime due settimane Roma è stata la città italiana più cliccata dal mercato italiano (+34 per cento), ma anche da quello francese (+38 per cento) e tedesco (+19). L’aumento più significativo nel numero di ricerche, in particolare, è stato quello dei turisti belgi (+83 per cento), irlandesi (+49) e polacchi (+38).
Da considerare, inoltre, che a interessarsi all’elezione del nuovo Papa non sarà soltanto il turismo dei pellegrini, ma l’intero movimento che ruota intorno a un avvenimento storico e di richiamo mondiale come questo: capi di Stato e autorità che verranno a rendere omaggio al nuovo Papa, oltre che grandi media e televisioni internazionali.
La corsa ad alberghi, case e B&B dal centro storico alle porte di San Pietro è già iniziata e anticipa i flussi dell’alta stagione riportando, si spera, un bel po’ di entrate nelle casse degli albergatori che nonostante un aumento degli arrivi nel 2012 (+5,7%) rispetto al 2001 lamentano cali di fatturato del 10% per la Confcommercio e del 30% secondo la Confesercenti. Questo si spiega perché l’ospitalità italiana nel corso dell’ultimo anno è stata costretta ad abbassare i prezzi per fronteggiare la crisi e per inseguire una maggiore competitività rispetto al resto delle capitali europee.
L’elezione del nuovo Papa richiamerà senza dubbio un interesse positivo fortissimo e costante sull’Italia e su Roma, trasformandosi in potente strumento di marketing. Il suggestivo cerimoniale proseguirà per ore nel chiuso della Cappella Sistina, mentre tutto il mondo fuori vivrà l’emozionante attesa fino al giorno della fumata bianca.
E sappiamo che un collegamento di un giornalista da piazza San Pietro funziona meglio di qualunque altra forma di promozione. Proprio come succede sulla scia di un film girato nella Capitale, il turista si incuriosisce e desidera vedere, almeno una volta nella vita, i luoghi delle pellicole cinematografiche da “Vacanze romane” con Gregory Peck e Audrey Hepburn a “To Rome with Love” di Woody Allen.
Basta pensare che dopo il Giubileo del 2000, Roma registrò un incremento di presenze, nell’anno a seguire, del 18%. E sono stati proprio questi ultimi grandi eventi religiosi ad aver avuto un ruolo decisivo sulla tenuta nel lungo termine del turismo romano.
Forse è presto parlare di boom in riferimento a questo Conclave, ma la speranza è molto forte.
In tempi di crisi e di turismo in calo le dimissioni del Papa sono una vera “manna dal cielo”.