Il banco non è male.
Legno grezzo, di quelli che ti fanno i gomiti e non solo, se non stai bene attento a come ti muovi.
Del resto, il saloon deve portare con lui una certa quale eredità in cicatrici.
L’esperienza è importante: da qualche parte lungo la Frontiera si dice che sia il proiettile di ogni colpo andato a segno.
Ma non siamo qui per parlare delle lunghe cavalcate in equilibrio sul confine, quanto di quello che siete venuti a bere: che sia per ristorarvi o per dimenticare, poco importa.
Questo vecchio cowboy sarà sempre qui, pronto a riempirvi i bicchieri e sempre in attesa del prossimo brindisi.

 

 

 

 

 

 

 

Il lato positivo
di David O. Russell

Se avete bisogno di: una commedia dolceamara in stile Sundance che è una meravigliosa storia di riscatto emotivo.
Da gustare come: un mint julep, aggressivo al primo sorso ma pronto a cullarvi nello zucchero di canna.
Di cosa si tratta: Pat, giovane fresco di traumatico divorzio e otto mesi di istituto di igiene mentale, torna a casa dai genitori per cercare di riprendere il controllo della sua vita. Un giorno conosce Tiffany, una giovane donna che ha da poco perso il marito poliziotto: tra i due nasce un complesso legame fatto di compromessi, che porterà entrambi a trovare un nuovo punto di partenza per la propria vita.
Scritto alla grande e recitato ancora meglio – Jennifer Lawrence, fresca di Oscar, è splendida e bravissima – è una delle sorprese migliori di questo inizio 2013.

 

 

Sinister
di Scott Derrickson

Se avete bisogno di: un horror che rivisita molti cliché del genere con intelligenza, regalando più di un momento di tensione da manuale.
Da gustare come: un whisky di malto. Possibilmente liscio.
Di cosa si tratta: Ellison Oswalt è uno scrittore specializzato in romanzi inchiesta che ripercorrono le indagini delle autorità fino a ribaltarne gli esiti in cerca di un successo che da troppi anni manca ai suoi lavori. Per poterlo raggiungere di nuovo affitta la casa dove è avvenuto un atroce delitto, ed una famiglia è stata trovata impiccata all’albero del giardino: la figlia minore degli assassinati, però, risulta ancora scomparsa, e Oswalt vorrebbe scoprire che fine può aver fatto.
Le sue indagini, però, porteranno a galla segreti che sarebbe meglio lasciare al silenzio, pena un viaggio all’Inferno tra i più terribili che si possano immaginare.

 

 

Mea maxima culpa – Silenzio nella casa di Dio
di Alex Gibney

Se avete bisogno di: un documentario che è un pugno nello stomaco.
Da gustare come: più che gustare, andrebbe visto con il disgusto dell’hangover peggiore.
Di cosa si tratta: l’autore del premiatissimo “Taxi to the dark side”, che testimoniava le torture subite da presunti terroristi negli USA a seguito della politica bushista del sospetto post-undici settembre, Alex Gibney, porta il pubblico in un viaggio allucinante attraverso il fenomeno della pedofilia all’interno della Chiesa Cattolica, e in special modo negli istituti che ospitano ragazzi sordomuti.
Una terribile ricerca che porta dagli States all’Irlanda, senza dimenticare anche l’Italia, e testimonia una delle piaghe più clamorosamente taciute – o almeno, più taciute di quanto non si dovrebbe – da parte di una delle potenze politiche e non solo religiose mondiali.

 

 

Un giorno devi andare
di Giorgio Diritti

Se avete bisogno di: ritrovare voi stessi.
Da gustare come: Cachaca, con limone e zucchero.
Di cosa si tratta: torna sul grande schermo uno dei più importanti registi dell’attuale panorama italiano, Giorgio Diritti, che dopo lo straordinario “L’uomo che verrà” racconta l’epopea di Augusta, giovane donna alla ricerca di se stessa in viaggio tra le comunità indio e la natura del cuore dell’Amazzonia.
Un film che guarda all’esterno e al paesaggio per giungere al cuore, in una tradizione che passa da Herzog per giungere a Malick, del quale Diritti è, di fatto, l’equivalente nostrano.
Sicuramente un titolo non per tutti, ma che si prospetta già come uno dei più importanti della produzione tricolore di quest’anno.

 

 

Il grande e potente Oz
di Sam Raimi

Se avete bisogno di: fantasia, immaginazione e un pizzico di follia.
Da gustare come: un daiquiri alla frutta, scegliete voi quella che preferite.
Di cosa si tratta: uno dei Maestri dell’horror anni ottanta, Sam Raimi – più di recente salito agli onori della cronaca con la trilogia dedicata a Spider Man -, dirige un prequel del cult planetario “Il mago di Oz”, raccontando l’origine di quello che sarà il fantastico mondo visitato da Dorothy.
Un tripudio di effetti, magia e divertimento come solo il Cinema della meraviglia è in grado di regalare al pubblico, per una pellicola che riuscirà a mettere d’accordo qualsiasi età e tipo di spettatore disposto a farsi travolgere e sradicare da questa quotidiana realtà per esplorare un mondo incantato e stupefacente.