Il Sole della Sicilia rende unici tutti i prodotti di questa terra meravigliosa, visitata quest’estate in un viaggio itinerante che parte dalla Calabria, tocca Capo Vaticano e continua a Palermo, prima al mercato di Ballarò – dove siamo rapiti da un banco di soli pomodori, distesa di infinita bellezza di datterini rossi – poi al tempio di Segesta, attraversando la Valle dei Templi, per concludersi a Siracusa, in un susseguirsi e alternarsi di visite culturali e gastronomiche e una sosta al U’ Vastiddaru.
È lo stesso Sole che illumina le leggende che hanno ispirato questa ricetta con ingredienti locali, in onore di Zeus.

 

Ingredienti:

150 gr di insalatina verde tipo lattuga

1 cipolla di Tropea

300 gr di pomodori datterini di Sicilia

2 cetrioli

200 gr di Feta

150 gr di olive greche

4 cucchiai di Olio Extravergine d’Oliva

mezzo limone

origano fresco

sale

 

 

 

Preparazione:

È un piatto in cui la freschezza e il sapore dell’insalata è importante, per cui vi suggerisco di uscire presto la mattina e andare al mercato più vicino ad acquistare il cespo di insalata verde che vi piace di più, lattuga o cappuccina.
Lavatela e asciugatela (possibilmente passandola nell’apposito strizza-insalata), poi tagliatela a pezzetti piccoli. Pelate i cetrioli, dopo averli ben lavati, e tagliate ad anelli la cipolla. Snocciolate le olive e unitele alla insalata e ai cetrioli.
Preparate un’emulsione di olio, un pizzico di sale e il succo di limone.
Tagliate la Feta a cubotti e unitela al resto insieme alla cipolla, mescolando il tutto con l’emulsione.

 

Da abbinare con:

Una buona birra, per esempio…

Stelle e strisce

Volume alcolico 3,9%
La Stelle e Strisce è una Golden Ale di Birra del Borgo.

24 K
Volume alcolico 4,6%
Golden Ale del birrificio lombardo Brewfist.

Runa
Volume alcolico 4,8%
Birra base del birrificio Montegioco, che spesso viene utilizzata per successive elaborazioni, ma che non è da sottovalutare “in purezza”.

 

 

 

 

 

 

 

Cosa visitare in particolare?
Luogo suggestivo e carico di storia, il Teatro Greco di Siracusa era lo sfondo di declamazioni oratorie e rappresentazioni teatrali e contribuiva perciò ad animare la vita politica e culturale della città. L’Orecchio di Dionisio, cavità artificiale ricavata dall’estrazione della pietra, è tuttora sede di spettacoli estivi di grande impatto emotivo. A pochi passi dall’uscita della cavità, in direzione dell’anfiteatro, si trova questa bellissima pianta di capperi siciliani, che, appesa al muro a secco, lungo le spaccature della roccia, cattura tutto il sole della Sicilia.

 

 

 

 

 

 

 

Cosa possiamo ammirare mentre degustiamo?

Trovandoci a Siracusa, e avendo visitato il Teatro Greco, non possiamo non rimanere stendhalianamente colpiti dalla forza e dalla vividezza del parto mostruoso della Gorgone ferita da Perseo raffigurato in questa lastra in terracotta (575 a.C. circa) di rivestimento architettonico proveniente dall’Athenaion (Tempio di Atena) di Siracusa e ora conservata al Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi”. La maggior parte delle raffigurazioni delle Gorgoni accosta al corpo la maschera digrignante e la lingua pendente della Gorgone Medusa, insieme ad altri simboli di dinamica energia vitale: tralci di vite, serpenti, spirali e lucertole.
Ma chi erano le Gorgoni? Figlie di Ceto e Forcio, un vecchio dio marino e sorelle delle tre Graie (tre vecchie con un solo occhio e un solo dente, pallide e simili a cigni che sorvegliavano l’accesso alla dimora delle Gorgoni) e, in alcune versioni, delle tre Esperidi (tre fanciulle che custodivano in un giardino l’albero delle mele d’oro), vivevano ad Occidente, vicino alla terra dei morti.
Le Gorgoni erano tre, di cui due immortali (Steno “la forte”, Euriale “la spaziosa”) e una mortale, ovvero la famosissima Medusa, “la dominatrice”.

 

 

 

Il film giusto?

La scelta più scontata a volte è la più avvincente: come non visitare le vestigia della Magna Grecia senza pensare agli dèi e agli eroi che ne hanno animato la tradizione? Come non rivedere “Troy”, per esempio, senza pensare al prode guerriero Ulisse che per tornare alla sua Itaca dopo aver distrutto Troia toccò le coste della Magna Grecia vivendovi avventure straordinarie? E poi è anche un gran bel film, con attori di una bravura immensa: Diane Kruger è perfetta nella sua Elena come lo sarà nel ruolo di Bridget von Hammersmark in “Bastardi senza gloria”; non a caso è considerata la donna più bella del mondo, ma è anche un’attrice formidabile. Per non citare le emozioni contrastanti che riescono a suscitare due giganti come Eric Bana e Brad Pitt, che si fronteggiano nel duello tra Ettore e Achille. Insomma, per respirare la Magna Grecia basta chiudere gli occhi e respirarne i profumi… e poi riaprirli quando inizia il film!

 

 

 

 

 

 

 

 

Cosa leggere all’ombra degli ulivi?

Io ho scelto un libro pubblicato da Mondadori nel 2012, “Il mio nome è Nessuno” di Valerio Massimo Manfredi: è scritto in prima persona e Ulisse si racconta con tutta l’umanità e il coraggio che lo hanno reso il mio eroe preferito. Valerio Massimo Manfredi porta alla luce episodi e personaggi che né Omero né Dante ci hanno raccontato: è il mondo antico quello in cui ci immergiamo in quelle pagine, brulicante di uomini, donne, imprese… Una storia incalzante e inesorabile come il Sole di Sicilia, tempestosa come il mare di Scilla e Cariddi, divina come l’insalata di Zeus!

 

 

 

 

Che musica ho ascoltato durante questo viaggio?

Tanta, tanta… mi piace guidare e cantare: il ricordo più vivido ce l’ho di un momento bellissimo, in cui dopo chilometri e chilometri di asfalto infuocato, una curva mi ha rivelato un panorama bellissimo, un mare blu solcato da tante barchette bianche, il profumo del rosmarino… insomma, un momento di vera e bellissima estate, e la radio trasmetteva “Di sole e d’azzurro” di Giorgia! Il testo era appropriatissimo:

Voglio parlare al tuo cuore

come acqua fresca d’estate

far rifiorire quel buono di noi anche se tu, tu non lo sai

Vorrei illuminarti l’anima

nel blu dei giorni tuoi più fragili, io ci sarò

come una musica,

come (una) domenica di sole e d’azzurro.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=DAXIFF-iDiI]

 

La vicinanza storica, culturale e geografica con la Grecia rappresenta un nodo decisivo per la storia e la cultura della Sicilia anche nella gastronomia: olio e vini sono simboli della cucina di queste terre. Nella mitologia greca, l’olivo è una pianta sacra ad Atena, l’olio è dono di Aristeo, figlio di Apollo, la vite è dono di Dioniso, che dall’Attica portò la prima pianta in… Sicilia!!
Miti e leggende con il sapore delle birre gelate e delle olive greche…
Non potevamo non preparare un’insalata dedicata a Zeus… in fondo, non siamo poi così sicuri che a Zeus veniva offerto solo il nettare degli Dei: chissà, magari ogni tanto anche un calice di birra!
Assaggiamo “goduriosi” il primo boccone di Feta e cipolla tagliata alla julienne, mentre la nostre ospite e filosofa Mariarita inizia il suo racconto:
“Sapevate che l’olio d’oliva greca era ampiamente usato come cosmetico da Era? La moglie di Zeus lo usava nei suoi vari tentativi di sedurlo. Bianchissima e piacevolmente salata, la Feta vanta origini riconducibili a Polifemo e a Ulisse che mentre scappa dalla grotta del Ciclope si aggrappa al caprone, il cui stomaco era utilizzato da Polifemo come otre per cagliare il formaggio…”.

Il nostro abbinamento brassicolo preferito: Runa

Della Stella e Strisce ci piaceva la definizione data dal birrificio: “perfetta per i mesi caldi, ci fa venire in mente le spiagge di San Diego o i boulevard di Los Angeles. Ma potete berla anche a Capocotta!”.
Cosa c’è di meglio per accompagnare i sapori e il calore di una spiaggia greca?
Ottima bevuta, anche se la 24K ci soddisfa per un amaro più delicato e meno maltato.
La Runa, con la sua leggiadria – come dice la nostra commensale di questa sera “è una birra per sottrazione” – manca di qualcosa, e in effetti le spieghiamo che viene utilizzata per successive elaborazioni.
Ma anche in purezza per la sua semplicità accompagna alla perfezione un’insalata leggera arricchita con il tocco di sapidità dato dal formaggio greco Feta.