Da sempre il legame tra arte e moda è stringente. Le reciproche contaminazioni e la medesima capacità di anticipare i tempi e i cambiamenti sociali accomunano questi due mondi, il cui confine è molto spesso labile. Le opere d’arte, soprattutto contemporanea, il cinema e la fotografia sono fonte d’ispirazione dalla quale i grandi stilisti e designer partono per dare vita alle loro collezioni, così come i capi d’abbigliamento, considerati essi stessi opere d’arte, vengono esposti in musei appositamente dedicati. Quadri e dipinti, dunque, come fonte d’ispirazione e come oggetti da ammirare per la loro bellezza. E se da oggetti fissi, queste tele prendessero vita? Se oltre ad essere ammirati quadri e dipinti potessero essere indossati?

È questa la domanda che ha animato l’originale idea della pittrice Roberta Diazzi, da oltre dieci anni dedita alla ritrattistica. L’artista modenese, ispirata dall’esclamazione di una propria cliente, dispiaciuta del doversi limitare a tenere chiusi in casa i suoi dipinti, ha deciso di stampare alcune delle sue opere su foulard e caftani in seta. Nato come un esperimento, il progetto si è evoluto portando alla realizzazione di una vera e propria linea di moda. Nei giorni scorsi la creativa ha debuttato a Reggio Calabria con la sua collezione di abiti: un unico modello dalle linee morbide indossato dalle ragazze tenendo in mano i quadri con la medesima immagine d’ispirazione pop art. Un abito personalizzabile con ritratti d’arte o con il volto di una persona a noi cara che indossato ci colora la vita. L’appuntamento con il prossimo defilé è per il 3 aprile all’Atelier Dictum Factum di Lucia Bassi di Reggio.

Ma la creatività non ha limiti e, quindi, è possibile anche che le tele e i dipinti diventino borse e accessori di moda. Ispirati dall’idea di “Un’arte che cammina”, tre amici hanno utilizzato veri e propri dipinti per realizzare una linea di borse fuori dal comune. Le creazioni di “CGL Walkingart” nascono, infatti, dall’unione delle doti artistiche di Marco Camera, che mette a disposizione le proprie opere, alle abilità di designer di Chiara Gallizia che ne cura la forma, e alla professionalità di Riccardo Legnani che si occupa degli aspetti pratici. Un mix di successo garantito, che vede i quadri uscire dalla fissità delle mura del proprio appartamento o di una galleria per incontrare materiali diversi e dar vita a capolavori da indossare.

Un’esperienza simile accomuna un commerciante di Mestre a questi artisti. Pittore da una vita per passione, circa un anno e mezzo fa Pietro Carloni togliendo l’intelaiatura da un proprio dipinto ha pensato: “perché non farlo diventare una borsa?”. Detto, fatto. Oggi nel suo negozio di abbigliamento, accanto ad abiti, maglie e camicie ci sono le sue creazioni. Inizialmente le borse erano realizzate prendendo direttamente le tele delle sue opere, in seguito poi si è preferito utilizzare un materiale più adatto alla lavorazione, cotone, pelle, iuta, materiali di recupero delle grandi produzioni, e realizza il suo quadro. Un unico prodotto che unisce, quindi, arte e sostenibilità e che, con grande soddisfazione dell’artista, può essere indossato e comunicato.

Indossare i dipinti, le tele di un artista diviene un modo per veicolare l’arte e per esprimere la propria originalità in una società che ci vuole omologati. In un momento di crisi economica, le idee creative si rivelano ancora una volta la soluzione vincente.