È il giorno dell’anno in cui bisogna stare più accorti e sospettosi: il primo Aprile è facile cadere nelle grinfie di qualche burlone desideroso di prendersi gioco di conoscenti ed amici distratti. Se a dare l’annuncio di catastrofi o avvenimenti singolari, tuttavia, sono istituzioni e realtà accreditate, come media o aziende, allora è difficile non cadere nella trappola, soprattutto quando lo scherzo non ricade in questo giorno prefissato.

Nel 1938, durante la trasmissione radiofonica Mercury Theatre on the Air della Cbs (Columbia Broadcasting System) condotta da Orson Welles, venne dato l’annuncio dello sbarco di alcuni alieni sul pianeta terra. Si trattava in realtà della lettura settimanale di uno sceneggiato tratto da un celebre romanzo, il testo in questione era il fantascientifico “La guerra dei mondi”. Nonostante gli avvisi ripetuti all’inizio e alla fine della trasmissione, molti ascoltatori credettero che la notizia fosse vera e si scatenò un putiferio, di cui Welles venne a conoscenza solo il giorno successivo. Una delle burle più riuscite era dunque capitata involontariamente.

 

Memori di questo successo, alla BBC escogitarono uno scherzo che ne ricalcò la trama: nel 2008, settant’anni dopo l’equivoco avvenuto alla Cbs, venne annunciato un documentario in cui sarebbe stata presentata e spiegata ai telespettatori una nuova specie di volatili appena scoperta. Già nel 1957 l’accreditata e autorevole televisione britannica aveva cercato di ingannare i suoi ascoltatori, trasmettendo un reportage dedicato agli alberi di spaghetti, una rara coltura presente solo in Svizzera.

 

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=27ugSKW4-QQ&w=400&h=300]
 

Indubbiamente uno dei posti più confacenti per organizzare uno scherzo è il classico museo delle cere: in qualunque museo voi siate non sarà, infatti, difficile immedesimarvi in una scultura di cera per spaventare gli ignari passanti. Eppure spesso la trappola viene organizzata dalla stessa istituzione museale: quest’anno ci ha pensato il Solomon Guggenheim Museum di New York, che ha annunciato sul web l’avvio di un cantiere per la realizzazione di ulteriori tredici piani in altezza, progetto esplicitato da quattro foto postate sulla pagina Facebook istituzionale. Tutto falso ovviamente.

 

Infondato come lo stesso annuncio dato da Google riguardo la chiusura di Youtube o l’avvento di Google Olezzo per annusare ed associare gli odori che ci circondano. Nel 2006, invece era stata Wikipedia a comunicare la propria chiusura, una notizia allora ritenuta una divertente burla, ma oggi purtroppo spesso riportata come minaccia concreta.

 

 

Non è invece uno scherzo il compleanno del museo virtuale dedicato agli oggetti artistici mai completati o rifiutati:  il More, Museum of refused and unrealised art projects, ha compiuto infatti un anno proprio ieri. L’unica notizia reale in mezzo a tante burle ingannevoli che sono rimbalzate nel web durante questo primo aprile.