Dall’inizio del 2012 gli eventi dedicati a questa forma rivisitata di baratto si sono moltiplicati, offrendo agli italiani una serie d’incontri creativi e di tendenza. Organizzare uno swap party vuol dire, essenzialmente, ideare un momento di ritrovo in cui i vari partecipanti – amici, parenti, conoscenti o perfetti estranei – portano con sé una serie di oggetti che possiedono ma non utilizzano, rigorosamente puliti e in ottimo stato, per scambiarli con gli altri, nel tentativo di aggiudicarsi qualcosa di nuovo, utile e gradito. Il tutto si svolge in una cornice piacevole, con un accompagnamento musicale, un buffet o un aperitivo e, volendo, dell’intrattenimento. L’evento può svolgersi in casa, in uno spazio aperto o in una location specificamente dedicata, può essere formale o informale, su invito o aperto: ognuno è libero di esercitare la propria fantasia e dare un tocco personale all’organizzazione, a seconda dei gusti e delle esigenze.

Questo nuova forma di “edonismo sostenibile”, facendo sua la filosofia del riuso e del riciclo, è capace di liberarci dal potere d’acquisto, proponendo una soluzione di scambio eco-friendly e offrendo un’ottima occasione per socializzare e condividere valori, idee e il proprio tempo. E’ proprio in questo momento di difficoltà finanziaria che riscopriamo il valore sociale ed economico del baratto, facendo dello scambio informale la strategia migliore per liberarsi di quanto non serve, guadagnarsi qualcosa di nuovo e vivere un’esperienza diversa. Nella diffusione del fenomeno, ancora una volta è la comunicazione social a giocare un ruolo fondamentale, innescando dinamiche virali e facilitando lo scambio d’informazioni.

Nel Bel Paese lo swapping ha trovato terreno fertile e ha dato vita a negozi e boutique specificamente dedicati, ad alcune community virtuali e ad una serie di eventi e declinazioni interessanti. Gli appassionati di moda, seguendo le orme delle fashion addicted di Manhattan, hanno deciso di applicare la pratica allo scambio di abbigliamento e accessori. Interessante, in questo senso, l’evento organizzato dall’Atelier del Riuso a Milano, chiamato Urban Swap Party e tenuto in concomitanza della settimana della moda lo scorso settembre. L’incontro, infatti, si è svolto a bordo dello Swap Tram, nel quale, oltre allo scambio, venivano organizzate una serie di attività, dai massaggi alle consulenze d’immagine. Scegliendo di fissare l’evento nel corso della fashion week, gli organizzatori hanno voluto aprire una finestra sull’altra moda, quella che abbraccia la sostenibilità e sposa una filosofia che concepisce il riuso come occasione creativa e di scambio.

Sempre l’Atelier del Riciclo è alle spalle di un’altra declinazione milanese dell’evento, l’After Christmas Swap Party, in cui i protagonisti indiscussi erano i regali di Natale ricevuti ma non graditi. Un’altra proposta interessante è quella di Nonsoloswap, un’organizzazione che si dedica all’organizzazione di eventi ed incontri nella suggestiva cornice delle ville storiche dell’Emilia Romagna e delle Marche. Un esempio è stato lo swapping organizzato presso Villa Serena, nel mezzo della campagna pesarese, un posto che è stato per secoli dimora di villeggiatura per i conti della zona.

Non solo la moda e gli accessori si sposano bene con il nuovo trend. Le mamme romane si sono dimostrate molto interessate alla nuova pratica, incontrandosi ad eventi pensati per lo scambio di giocattoli e vestitini under 10. A Roma, infatti, Amisuradimamma e MO’MO’ Republic, nel mese di marzo, hanno organizzato una serie di eventi per andare incontro alle necessità delle famiglie.

Porre dei limiti alle possibili declinazioni dello swapping è assai difficile. Combinando in un solo incontro opportunità e condivisione e proponendosi agli italiani in un momento in cui fare acquisti diventa sempre più proibitivo, il fenomeno si appresta ad avere notevole successo nei prossimi mesi. Con il suo format che si presta a continue rivisitazioni, lo swapping unisce la fantasia al recupero di vecchie tradizioni, offrendo una modalità semplice ma efficace per reagire alla crisi.