“Not A Cornfield” è un progetto temporaneo di Land art nato a Los Angeles nel 2005 da un’idea dell’artista statunitense Lauren Bon, laurea in Architettura al MIT e numerosi progetti di Public art ad Hong Kong, Stati Uniti e Irlanda del Nord all’attivo.
Finanziata con tre milioni di dollari dalla Annenberg Foundation, di cui Lauren Bon è vice presidente e direttrice, l’opera trova le sue radici nella memoria adolescenziale dell’artista, nata proprio a Los Angeles, non lontano da questa zona industriale dismessa dell’est side, nota come “The cornfield” per le piante di granoturco che vi crescevano spontaneamente grazie ai semi caduti dai container di passaggio nella vicina stazione ferroviaria.
Significativo esempio di spazio marginale, a partire dal 2001, quest’area è stata destinata a un processo di riconversione orientato alla realizzazione del Los Angeles Historic State Park, progetto particolarmente complesso a causa dei limitati fondi disponibili e delle numerose comunità adiacenti al sito. Proprio il rallentamento subito da questi lavori evidenziò la necessità di un’attività transitoria in grado di richiamare l’attenzione sull’importanza del recupero di quest’area centrale della città. Necessità dalla quale prese vita l’idea di trasformare una porzione del futuro parco nel progetto artistico di Lauren Bon.
“Not A Cornfield” si presenta come una “scultura viva”: un campo di 32 acri nei quali vennero trasportati oltre 1500 camion colmi di terreno utile alla bonifica del suolo e più di 875.000 semi di granoturco. Obiettivo: la creazione di un monumento effimero che potesse contribuire alla riqualificazione del luogo ripartendo dalla sua eredità, come il nome stesso del progetto suggerisce.
L’artista riabilitò un terreno abbandonato, trasformandolo in un produttivo campo di granoturco e in un orto urbano: “The eye”, questo il nome, divenne il centro spirituale dell’opera, dove insieme al granoturco, vennero seminati a mano, in occasione di un evento aperto alla partecipazione della comunità, anche semi di fagioli e zucchina, le “tre sorelle” dell’alimentazione e della tradizione agricola dei nativi americani. L’area “The eye” venne pensata per ospitare workshop musicali, tour, eventi per la comunità e dibattiti aperti al pubblico di tutte le età, con particolare attenzione per le scuole, creati per raccontare l’opera e sensibilizzare le comunità rispetto alle tematiche di riferimento.
Restituendo alla collettività uno spazio pubblico rinnovato, l’artista intese riportare al centro dell’interesse cittadino il ruolo della natura nello spazio urbano, sollevando domande relative alle politiche territoriali e culturali, all’importanza narrativa dei parchi urbani e alle incombenti disuguaglianze sociali che caratterizzano la società contemporanea.
“Not A Cornfield” volle essere un momento di riabilitazione del passato e di speranza in un cambiamento produttivo, non più frutto delle parole, delle quali il progetto celebra il fallimento, ma dell’azione concreta e creativa degli artisti, i quali: “Hanno bisogno di creare nella stessa misura in cui la società ha la capacità di distruggere” (Lauren Bon, 2005).
Se i riferimenti artistici di Lauren Bon si rivolgono all’attivismo estetico di Gordon Matta-Clark, Joseph Beuys e Suzi Gablik, il progetto “Not A Cornfield” si rifà interamente all’esperienza della Land Art di Robert Smithson e della sua famosa opera Spiral Jetty (1970), di Andy Goldworthy e James Turrell, noto per il maestoso Roden Crater Vulcano del 1979.
Land art alla quale Lauren Bon volle integrare la Socially Engaged Art Practice, affrontando la critica all’artista autoreferenziale e disconnesso dalla realtà, per abbracciare un’idea d’arte in grado di assumere un ruolo di responsabilità etica a servizio della collettività.
Il progetto si è concluso con la mietitura del granoturco avvenuta nell’ottobre del 2005 mentre il programma culturale di “Not A Cornfield” terminò definitivamente nel marzo 2006. Il Los Angeles State Historic Park è stato ufficialmente inaugurato il 23 settembre 2006.