Immaginate un immenso archivio all’interno del quale poter trovare i racconti che avete ascoltato infinite volte dai vostri nonni o bisnonni: un catalogo di foto, storie, voci raccolte in ogni angolo d’Europa e riunite tutte insieme per essere consultabili online. È questa la filosofia del progetto “Europeana 1914-1918”: la digitalizzazione al servizio della storia e della memoria, per non perdere nessuna testimonianza di protagonisti oculari degli avvenimenti che vengono studiati asetticamente su libri e manuali della Prima Guerra Mondiale.

La storia è fatta dalla gente comune ma troppo spesso gli oggetti e i racconti perdono il proprio valore e importanza, perché vittime inesorabili dello scorrere del tempo che inghiottisce i ricordi. Per non perdere questo immenso patrimonio, di cui spesso non siamo neanche consapevoli, seguendo il pregiudizio che solo i grandi nomi sono degni di memoria o di citazione, è nato il progetto “Europeana 1914-1918”. Obiettivo è quello di ricostruire la Prima Guerra Mondiale, e ripercorrere date e fatti, servendosi delle testimonianze di persone che rischiano di rimanere anonime, ma cui invece la storia deve molto. A loro è quindi destinata questa l’iniziativa: “Europeana 1914 1918” è infatti un sito collettivo costruito come un immenso puzzle dove i racconti di ognuno si intrecciano tra loro in modo spontaneo. Le storie riportate nel sito sono state raccolte in tutta Europa sin dal 2011, quando l’iniziativa ha preso il via in Germania, dove sono state acquisite le prime testimonianze sulla grande guerra. Le tappe per la ricerca delle storie hanno toccato l’Inghilterra, l’Irlanda e il Lussemburgo, approdando lo scorso marzo in Italia. Per raccogliere e custodire questi preziosi racconti sono state infatti organizzate delle giornate dedicate a reperire testimonianze, oggetti, fotografie, giornali, forse sino ad ora relegati nelle soffitte o nelle cantine, o destinati a qualche mercato dell’antiquariato.

Si tratta di una autentica chiamata cui tutti coloro che sono in possesso di tale patrimonio materiale o immateriale sono invitati a rispondere, per prendere parte a queste giornate ribattezzate “Collection day”: la prima si è tenuta in Italia a Trento e la prossima data per dare il proprio contributo è fissata il 15 maggio. Appuntamento nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, dove chiunque vorrà, potrà presentarsi con il proprio cimelio o semplicemente con le proprie parole. Come già avvenuto nei precedenti incontri, il materiale verrà scannerizzato per poi essere fruibile in versione digitale sul sito online. Gli originali saranno restituiti e potranno continuare ad essere custoditi dai proprietari, che tuttavia avranno reso all’intera comunità europea l’immenso piacere di potere essere partecipi della storia dei loro avi che, in fondo, è la storia di ognuno di noi.

Per chi non avesse la possibilità di spostarsi a Roma, è programmato anche l’appuntamento a Forte Monte Maso, nel vicentino. Se invece siete impossibilitati a muovervi, potrete condividere le vostre storie semplicemente collegandovi al sito dedicato.

Per quanti si vogliono già immergere nelle pagine della storia vissuta, l’archivio collettivo di questo puzzle di memorie della prima guerra mondiale è consultabile gratuitamente online e, in attesa che vengano aggiunte altre testimonianze italiane, le foto e i racconti da leggere sono davvero molti. Il progetto è volto a non dimenticare, perché la ricostruzione storica ha le sue radici nell’osservazione, nell’ascolto e nel criterio per selezionare i documenti più significativi. Erodoto ne era profondamente convinto e lo fece per documentare le guerre persiane. Ora sta ad ognuno di noi seguire lo stesso metodo per documentare la prima terribile grande guerra del secolo scorso.