Che cosa può scaturire dall’insolita unione di un gruppo di hacker e innovatori provenienti dal nord Europa con una comunità locale fortemente radicata sul territorio? C’è chi pensa che proprio dalla diversità di approccio, dal confronto fra persone dal diverso background, possa scaturire una collaborazione costruttiva, seguita da un mare di soluzioni ai problemi del territorio.

E’ su questa convinzione che si fonda la filosofia del progetto unMonastery, nato nell’ambito di Edgeryders, la rete costruita dall’Europa per fare proposte su come facilitare i giovani nella transizione all’età adulta al tempo della crisi.
I non–monasteri si propongono di attualizzare e rivisitare gli antichi complessi medievali e le migliori funzioni sociali, che nel contesto di questi venivano svolte, reinterpretando le strutture in senso laico, quali spazi sociali al servizio della comunità locale e del territorio. Alle spalle dell’iniziativa vi è un gruppo di attivisti provenienti da Gran Bretagna, Norvegia, Polonia, Belgio, Francia e Svezia, mossi dalla motivazione di lavorare al fianco della cittadinanza e guidati da Ben Vickers, un giovane londinese di ventisette anni.

Il gruppo internazionale si reca sul territorio, incontra la comunità, vivendo e lavorando insieme a questa e cercando di conoscere e capire i bisogni specifici di ogni singolo luogo. La riserva di informazioni, competenze e passione dei cittadini viene considerata fondamentale ai fini dell’intervento sul territorio e la condivisione sostenuta da questo progetto ha l’obbiettivo di mobilitare un approccio attivo alla cittadinanza, promuovendo lo sviluppo di sistemi bottom up per risolvere problematiche urbane e sociali. L’intervento del network può andare dalla risoluzione dei problemi alla creazione d’impresa, ma è proprio l’essere svincolati da stringenti motivazioni economiche che permette di incoraggiare forme radicali di collaborazione e innovazione, sperimentare soluzioni inedite e adottare una visione più ampia.

Grazie all’azione del Comitato di Matera 2019, è nella straordinaria cornice dei Sassi che sarà realizzato il primo prototipo di unMonastery, al quale si sta lavorando già dal marzo di quest’anno. Matera è una città che insegue l’innovazione, che interpreta il modello di smart city nel suo senso più ampio, consapevole dell’importanza strategica della decentralizzazione del sapere e del potere decisionale, della ricerca dell’apertura e del promuovere la creatività in tutte le sfere del vivere sociale.

Foto di Gianluca Canello

Il gruppo di lavoro della candidatura a Capitale Europea del 2019, sostenuto da un comitato scientifico di esperti riconosciuti a livello internazionale, più volte ha sostenuto progetti e iniziative volte al coinvolgimento della comunità locale e non si è lasciato scappare l’occasione di importare sul territorio quest’esperienza, che fa dell’innovazione sociale il suo cavallo di battaglia.

A questo punto i riflettori sono puntati sul primo non–monastero d’Italia e d’Europa e sul suo team ibrido di personalità locali e attivisti internazionali. Quali soluzioni verranno proposte per far fronte ai problemi della Città dei Sassi? Lo scopriremo passo passo nei prossimi mesi.