Il concetto di rete, si sa,  è troppo spesso dimenticato nel mondo culturale del nostro Paese, e l’improvvisazione teatrale non fa eccezione.
Là dove all’estero esistono luoghi dedicati ai diversi generi teatrali e tutte le realtà improvvisative hanno uno spazio fisico di base per poi portare avanti autonomamente i propri progetti ovunque, in Italia questo concetto pare quasi avveniristico e le potenzialità di un’operazione simile sono probabilmente percepite come compromessi troppo costosi da raggiungere per un mondo che non perde comunque il suo fascino.

In Italia le associazioni e le compagnie di improvvisazione sono innumerevoli: è frequente trovare improvvisatori dell’una in spettacoli di un’altra, ma si tratta quasi sempre di collaborazioni occasionali oppure legate a singole serate o brevi festival e, nonostante sia facile imbattersi in spettacoli affollati e di altissima qualità artistica, allo stesso tempo non si può non notare che tutte le realtà non agiscono in maniera sistemica e secondo obiettivi comuni per far decollare “il genere”.
Prevale infatti un forte legame con la realtà territoriale locale delle singole compagnie, mentre all’estero esistono veri e propri poli specializzati che fanno da “cornice” alle singole realtà o leghe nazionali.

E’ difficile trovare una definizione univoca di improvvisazione teatrale. Se da una parte è facilmente intuibile che ricadono in questo mondo tutti quegli spettacoli, quei format che non prevedono un testo scritto, una trama, dall’altra parte l’evoluzione della disciplina rende non finito e in continua espansione l’insieme dei format che lo compongono.

Alcuni sono figli del theater sport: si tratta spesso di forme short, con gli attori divisi in squadre, come nel match d’improvvisazione teatrale, dove l’improvvisazione assume forma di sfida tra attori e in una serata si possono vedere anche decine di brevi storie; altri spettacoli sono invece long form narrative, in cui un gruppo di attori costruisce insieme una storia unica.

Due le costanti e le fondamenta universali: la partecipazione del pubblico e la collaborazione tra gli attori anche nei format competitivi.
Il pubblico può essere chiamato a votare, a fornire input come l’ambiente dove si svolgerà la storia, una parola con cui chiudere o cominciare la storia, a scegliere il protagonista; la collaborazione è la linfa necessaria perchè la storia o le storie hanno come imprescindibile fonte di partenza la relazione tra gli improvvisatori, quella che si crea nel momento in cui si incontrano, sul palco, quello che si genera dall’istantanea commistione delle loro idee e delle  emozioni dei loro personaggi.

Roma, capitale anche per numero di vivaci realtà associative attive nell’improvvisazione,generatesi soprattutto negli ultimi anni, le vede ora entrate a pieno regime, dinamiche officine di nuovi format, che operano anche attraverso collaborazioni con artisti e compagnie straniere.

E’ il caso di Assetto Teatro, che presenterà il 21 e 22 giugno,oltre ai saggi dei propri allievi, anche il nuovo format della sua “Cantina”, vero e proprio gruppo e luogo di sperimentazione, elaborato insieme all’argentino Omar Galvan.
La Fonderia delle Arti ospita invece oggi (24 maggio) l’ultima serata con i Bugiardini, compagnia nata nel 2008 che festeggia i suoi 5 anni di vita e dopo tre settimane di “improvvisazione anche degli spettacoli” (hanno 4 format e per tre venerdì è stato estratto alla presenza del pubblico) stasera va in scena con un nuovo format, su cui la rete non offre anteprime.
La compagnia, formatasi anche presso centri internazionali di improvvisazione come il Second City di Chicago e il Loose Moose Theatre di Calgary, proporrà il prossimo agosto per la prima volta anche un Silent Movie improvvisato, al Fringe Festival di Edimburgo ad agosto 2013.
Le occasioni dunque per esperti e appassionati del genere, in questi giorni di attesa dell’estate romana, non mancano…buon divertimento!
Sull’improvvisazione teatrale leggi anche “Gli effetti collaterali dell’improvvisazione”  e “Match teatrali con pantofola volante“, il racconto di due neofite alle prese con un match