Arrivano dal Sud Africa ma non hanno nulla da spartire con le follie psichiche di Oscar Pistorius oppure con le ultime ore di vita di Nelson Mandela.
Loro sono i Die Antwoord (significato: “La Risposta”) e chi non li ha mai visti dal vivo li ha sicuramente contemplati in video, in quei filmati che circolano come trottole sul web grazie ad una originalità spaventosa a tratti spaventevole, ai contenuti espliciti e alla capacità che questi 3 tipi hanno di tenerti incollato sulla pagina di Youtube finché le immagini non terminano. Oppure finché non riesci a comprendere cosa dicono. Perché parlano l’Afrikaans e tra una parola e l’altra, anziché respirare, ci piazzano un “f**k”. Perché fa fico, sembrerebbe.
Ma chi sono, in sostanza, questi tre ceffi che si vestono come dei cosplayer nipponici e si presentano ai concerti con i mutandoni dei Pink Floyd?

Lui: nome di battesimo Watkin Tudor Jones, ribattezzato “Ninja”, già membro degli Original Evergreens, dei Max Normal, della Construction Corporation ed infine dei MaxNormal.tv è, a ragion veduta, il frontman della band. Corpo bianco pieno di tatuaggi (anche osceni) occhi spiritati, capelli rasati che lasciano libera una cresta squadrata. Diciamo pure: è il classico tipo che una ragazza non farebbe mai conoscere ai suoi genitori. E per questo piace tantissimo.

dieantwoord

Lei: una Sailor Moon hip hop, fisico anoressizzato ma definito, vocina ipnotica e ad effetto da Barbie Girl (userà infatti un effetto al microfono per questa resa vocale? – la domanda ce la siamo posta tutti). Ma Anri du Toit, ribattezzata Yo-Landi Vi$$er, è una tipa tosta. Balla, canta, si spoglia, si riveste, impreca. Perfetta spalla per il suo compagno Ninja. Che è compagno anche nella vita, nonostante le varie smentite. Perché forse non tutti sanno che i due hanno anche una figlia assieme, Sixteen (7 anni), la quale con due genitori del genere non poteva non comparire in un video (la troviamo in I fink u freeky, al minuto 2:44 con un “innocuo” pitone sulle spalle).

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Dj Hi-Tek: è proprio a casa sua che tutto è partito, o almeno questo è quello che ci vogliono far credere. Perchè facendo un pò di ricerche, scopriamo che Dj Hi-Tek non esiste. O meglio, forse esiste ma non si fa vedere, e nei video viene interpretato ogni volta da persone diverse. Sarebbe lui, comunque, a quanto narra la leggenda, il creatore del genere proprio dei Die Antwoord, lo “Zef” rap.

Ma, in sostanza, cosa sono questi Die Antwoord oltre ad essere un mix di video girati magistralmente (e non così low-budget come spiegano nelle loro interviste), una cascata di parolacce, una ossessione compulsiva per i simboli fallici, per i tatuaggi e per la volgarità esplicita?
Sono tre elementi diversi tra loro (ma poi neanche troppo) costruiti a tavolino come i grandi fenomeni mainstream insegnano, leggi Lana del Rey ma anche PSY.
Eppure di strada ne devono ancora fare. 40 minuti di perfomance live a Roma (a Villa Ada per Roma Incontra il Mondo) dopo 3 album è davvero troppo poco per permettersi, come hanno fatto, di rifiutare di fare da gruppo spalla a Lady Gaga nel suo tour mondiale che approdava in Sudafrica definendo la sua musica “shit”. Non paghi, i Die Anwoord l’hanno anche piazzata in uno dei loro “delicatissimi” video, “Fatty Boom Boom”, e l’hanno fatta sbranare da un leone. Tanto per ridere, ovvio.
Lei, di contro, ha pubblicato un bel tweet di risposta del tipo: “I fink u freaky but u don’t have a hit. Hundred thousand tickets sold in SA #thatsmyshit”.

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Provocano, urlano, si fanno paladini dell’uguaglianza in Sud Africa e si professano contro la violenza, fendendo la scena con la lama del turpiloquio. E’ come quando si va al cinema o al teatro: sai che è tutto finto, ma lo metti in conto e stai al gioco.
Perché ti ipnotizzano con la loro musica altissima, con i loro costumi sconclusionati, con la loro capacità di essere trasgressivi ma nel modo più blasonato possibile. E allora capiamo perché in Sud Africa si sono già stancati di loro, definendoli troppo commerciali. E noi, quando ci stancheremo di loro?