cadutaNon sappiamo se l’Assessore alla Cultura della Regione Lazio, Lidia Ravera abbia avuto occasione di leggere quel che scrivevamo ieri 2 luglio su Tafter, commentando criticamente la presentazione del rapporto annuale di Federculture, ed intitolando ironicamente con “ancora… parole parole parole” (riferendoci ai bei intendimenti annunciati dai Ministri Bray e Giovannini), ma oggi, mercoledì 3 luglio, l’edizione romana del “Corriere della Sera” pubblica un suo convincente articolo, intitolato “Cultura: abbiamo toccato il fondo, è ora di fare squadra”.

In sostanza, l’assessore Ravera manifesta il proprio sconforto per lo scenario desolante descritto da Federculture, e definisce “lucido e triste” il discorso del presidente Roberto Grossi. Ravera si sofferma sui deficit del sistema scolastico (“insegnanti mal pagati e scarsamente gratificati, programmi vecchi rimodernati in modo ideologico”), cui attribuisce la grande responsabilità di non stimolare la crescita culturale del Paese (“raccontare il presente e immaginare il futuro”).

Propone una prospettiva positiva ed ottimista: “l’era delle chiacchiere è finita”, scrive, ed auspica l’esigenza di “fare squadra” (intendendo Ministero + Regione + Comune), “invece di farsi i dispetti”. L’Assessore scrive, in perfetta sintonia con le tesi pubblicate ieri qui su Tafter: “al disinteresse generale, corrispondono vagoni di chiacchiere”. Ci auguriamo che Ravera possa presto annunciare che il Presidente della Regione Lazio ha deciso di allocare più risorse alla cultura, nell’economia di un piano strategico trasparente ed accurato.

Proprio in queste ore, l’ufficio stampa della Regione Lazio ha diramato una nota del Presidente Nicola Zingaretti, che riportiamo: “Grazie ai 70 milioni di euro che metteremo a disposizione dei Comuni del Lazio per il servizio di trasporto pubblico urbano, scongiuriamo gravissimi disagi per gli utenti dei mezzi su gomma, garantendo il diritto costituzionale alla mobilità, messo a dura prova dai tagli degli scorsi anni decisi dai governi nazionali. Il trasporto pubblico locale è stato considerato, purtroppo, la cenerentola dell’intero sistema dei trasporti ed ha subito tagli drastici con l’accetta nei trasferimenti di risorse alle Regioni, compromettendo un servizio universale. Oggi abbiamo raggiunto un importante traguardo e grazie al reperimento di ulteriori 20 milioni di euro, che si aggiungono ai 50 già messi a bilancio, potremo garantire ai Comuni del Lazio le risorse sufficienti a garantire il trasporto pubblico e a non lasciare, per mancanza di fondi, gli autobus fermi nei depositi”. Questi sono fatti, non parole.

Vorremmo presto leggere di “diritto costituzionale alla cultura”, e di una dotazione budgetaria dell’Assessorato assegnato alla Ravera adeguato alle sfide che la Regione Lazio deve affrontare.

Presidente Zingaretti, ha ragione: “non lasciamo, per mancanza di fondi, gli autobus fermi nei depositi”, e… “non lasciamo fermi, per mancanza di fondi”, gli artisti e i creativi e gli imprenditori della cultura, in teatri e cinema e librerie e sempre più chiusi…

Siamo stanchi, forse anche più di Ravera, di ulteriori “fiumi di parole” (la dotta citazione della canzoncina pop dei Jalisse non sfuggirà ai cultori del post-moderno).

Nel mentre, però, il Ministro Bray tace. E da Rimini, in occasione di Ciné, le Giornate Estive di Cinema, s’eleva oggi la protesta di molte delle associazioni del settore (Anica ed Agis in prima fila), che lamentano il taglio pesantissimo del “tax credit” ed annunciano che “il mondo del cinema è in mobilitazione”.

Al grido “il cinema e l’audiovisivo non vogliono chiudere!”, proclamano lo “stato di agitazione permanente, con un presidio delle sedi del ministero della Cultura”. Si legge nell’appello (dai toni in verità un po’ agitato-sindacalesi): “L’Italia potrebbe essere un grande paese industriale. Ma fa costruire le sue auto a Detroit, fa cucire i suoi vestiti in Cina, smantella la sua siderurgia e la sua chimica. E da oggi vuole che si smetta di produrre cinema! Perché tagliare il Fus e dimezzare il tax credit vuol dire: L’audiovisivo non serve a far crescere l’Italia”.

Attendiamo fatti (budget e progetti), dal Ministro Bray, dal Presidente Zingaretti, dal Sindaco Marino, e da tutti coloro che tanto appassionatamente dichiarano di avere a cuore le sorti del sistema culturale nazionale. Basta con “le vagonate” ed “i fiumi” di parole.

Angelo Zaccone Teodosi è Presidente dell’Istituto italiano per l’Industria Culturale – IsICult