Un gallo gigante di 5 metri, in vetro resina, dipinto di blu elettrico, chiamato con evidente doppio senso (sia in lingua inglese che tedesca) Hahn/Cock, probabilmente susciterebbe interesse, sconcerto, ilarità, ammirazione, anche nello scantinato (immenso) di una casa di provincia. Pensatelo, quindi, troneggiante e tronfio in uno dei luoghi pubblici più noti e visitati al mondo, Trafalgar Square a Londra, e il gioco di clamore è fatto!

New Commission for the Fourth Plinth unveilled
La “mamma” del gallo blu, l’artista tedesca Katharina Fritsch, sostiene che l’idea di Hahn/Cock – come la maggior parte delle idee vincenti – le sia balenata in mente all’improvviso, già chiara e distinta nella sua totalità. Dall’ideazione alla realizzazione il passo, per un artista di talento, è breve, e il prototipo del galletto ha preso vita per essere candidato a costituire il Fourth Plinth di Trafalgar Square. La quarta colonna dell’immensa piazza per secoli è stata disadorna, fino a che, nel 1998, non si è dato vita ad un progetto per “decorarla” ogni 18 mesi con una diversa opera d’arte contemporanea.

Yinka+Shonibare+Fourth+Plinth
La scultura della Fritsch, in realtà, già al momento della sua presentazione aveva suscitato parecchie polemiche.
Numero uno: si tratta di un gallo, soggetto inusuale e inappropriato per adornare una piazza.
Numero due
: il gallo è il simbolo della Francia e, guarda caso, Trafalgar Square celebra la vittoria contro Napoleone dell’ammiraglio Nelson, dirimpettaio di piedistallo del gallo, che avrebbe guardato negli occhi per almeno 18 mesi.
Numero tre: il gallo è anche blu intenso, quasi a fugare ogni dubbio sulla sospetta associazione con la nazione francese. Le critiche mosse da Sir Nicholas Underhill, uno dei più alti – e conservatori – magistrati del Regno Unito, però, non sono servite a fermare il clamoroso galletto che il 25 luglio ha preso possesso di Trafalgar Square, alla faccia di Nelson e dei piccioni sbigottiti sotto e sopra di lui.

D’altra parte la Fritsch ci ha tenuto a precisare che le sue intenzioni non erano assolutamente quelle di richiamare alla Francia, il suo scopo era ben altro. Trafalgar Square, ha sostenuto la Fritsch, è una piazza prettamente mascolina, piena di simboli fallici, le colonne appunto, e zeppa di echi di battaglia, coraggio e valore testosteronico. L’ironico gallo, quindi, col suo nome a quadruplo senso, sarebbe una presa in giro bonaria del maschilismo: la scultura fa il verso ai “galletti” in giacca e cravatta che passano ogni giorno dalla piazza in veste di uomini d’affari, alle pose del potere, all’esibizione della superiorità maschile. Non a caso, inoltre, il piumaggio del gallo e la sua cresta ricordano la divisa militare e il capello dello stesso Nelson. Il fatto, poi, che i più maliziosi ci abbiano visto una connessione con la Francia, secondo la Fritsch, è ancora più divertente.

A ulteriore discolpa dell’artista di Dusseldorf, se ce ne fosse ancora bisogno, si può anche aggiungere che l’intera sua opera è, in effetti, una provocazione. Le sculture della Fritsch hanno sempre colpito, per le forme, i soggetti e i colori. Quello che l’artista vuole suscitare è un moto dell’animo, razionale e irrazionale, la stessa emozione quasi incontrollata che i bambini provano nel giocare con le forme e i colori. Ed, effettivamente, la scultrice raggiunge sempre il suo scopo. Alla 54ma Biennale di Venezia, ad esempio, aveva affascinato presentando cinque allegorie: una Madonna rosso fuoco, un teschio giallo squillante, un uovo viola Quaresima, un vescovo in verde acido e, ai piedi di tutti, un serpente bianchissimo.

Katharina-

Da un lato, quindi,  la Fritsch ha confermato la sua natura “ingenuamente provocatrice”; dall’altro gli inglesi hanno dimostrato di non aver perso il loro proverbiale humor, accettando di esporre Hahn/Cock nella loro piazza più famosa. E l’arte, specialmente quella pubblica, ha confermato, ancora una volta, di essere forza scatenante delle più disparate riflessioni, emozioni, curiosità.