ortourbanoIn costante aumento, gli orti urbani sono ormai presenti in molte città italiane, piccole o grandi che siano. Nel 2013 Coldiretti ha annunciato il record totale di 1,1 milioni di metri quadri di terreno di proprietà comunale destinati a orti urbani. Inoltre, poco più di un terzo (38%) delle amministrazioni comunali dei capoluoghi di provincia li hanno inseriti tra le modalità di gestione delle aree del verde.
Complice la crisi, ma anche l’aspirazione a un’alimentazione più sana ed ecco che sempre più persone riscoprono il piacere di coltivare il piccolo appezzamento di terra messo a loro disposizione e produrre per la propria tavola ortaggi, verdure e frutti. Antiche tradizioni e segreti del mestiere si apprendono dalla rete: sono sempre più diffusi i social network, i blog e i siti dedicati. La Zappata Romana, ad esempio, oltre ad aver sviluppato una mappa online di tutti gli orti urbani della capitale, visitata ogni anno da oltre 30 mila persone, fornisce le linee guida per realizzare un orto condiviso.
La tutela dell’ambiente, insita nell’impegno a prendersi cura quotidianamente della terra, diviene dunque un momento di condivisione: lavorare fianco a fianco, scambiarsi consigli, suggerimenti e strumenti di lavoro favoriscono l’aggregazione sociale.
Questo non è, tuttavia, il solo beneficio apportato dagli orti urbani. Gli orti possono essere, infatti, uno strumento di valorizzazione del territorio e dei beni culturali. Vediamo come. È stato siglato nel maggio scorso il progetto nazionale “Orti Urbani”, promosso dall’associazione Italia Nostra Onlus con l’intento di creare una rete di orti all’interno delle città.

Il progetto, al quale hanno aderito quest’anno anche il Ministero per le Politiche Agricole e Forestali e l’ANCI, mira a realizzare un’unica rete in tutta Italia, che, ispirandosi a comuni regole condivise, favorisca lo sviluppo di un’economia etica e la valorizzazione del patrimonio storico, gastronomico e culturale connesso alla coltivazione.

È esemplificativa in tal senso l’esperienza del Comune di Ostuni, che nell’ambito di tale progetto, ha deciso di riqualificare l’intera cinta muraria, andando ricreare gli orti terrazzati che un tempo caratterizzavano l’area. Coinvolgendo gli studenti alla riscoperta delle antiche tradizioni contadine e con un forte impegno dell’amministrazione comunale, si andrà a restituire al territorio un’area di circa 1.500 metri quadrati, che saranno destinati in parte a verde pubblico e in parte dati in gestione diretta ai residenti, alle associazioni e alle scuole.

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