Marcello-Amici-Il-berretto-a-sonagli-1Passato il tramonto sull’Aventino ogni sera, fino al 4 agosto, prende il via Pirandelliana. La cornice è sempre una delle più suggestive, con una luce ed un affaccio che fanno del Chiostro della Basilica di Sant’Alessio un luogo incantato che da solo vale lo spettacolo.

La rassegna, patrocinata da Regione Lazio e Roma Capitale, è giunta alla sua quindicesima edizione. La Bottega delle Maschere, diretta da Marcello Amici, porta in scena il Berretto a sonagli e Pensaci, Giacomino!

Pensaci,Giacomino! è l’opera pirandelliana dedicata alla critica allo stato ed alla sua burocrazia: Marcello Amici, oltre alla regia, interpreta il ruolo di Agostino Toti. Il professor Toti, giunto al termine di una carriera statale poco gratificante dal punto di vista economico, decide di sposare Lillina, giovane ragazza,con la quale si comporterà da padre; vuole assolutamente sposarla in vecchiaia perché lo stato italiano sia costretto a pagarle la pensione dopo la sua morte, vendicandosi così delle frustrazioni dei suoi 34 anni di servizio.

Lillina aspetta un figlio da Giacomino, benvoluto dal professore, che lo accetta tranquillamente a casa dopo le nozze trovandogli anche un lavoro in banca, ma la logica dell’equilibrio proposto dal professore si scontra con i giudizi morali della gente del paese sulla situazione.

Giacomino ne viene letteralmente schiacciato, non li tollera e prova a riscattarsi cancellando Lillina e tentando di ricostruirsi una vita fidanzandosi con un’altra, sottovalutando il professore, che si precipita a casa sua con il figlio Ninì, rappresentato da un pupazzo, per convincerlo prima con il buon ragionamento e poi con minacce a tornare da Lillina.

Il professore non accetta dunque il fallimento del suo piano, il fatto che la forma, il giudizio degli altri, sia per un uomo più importante e insuperabile di un sostanziale miglioramento della propria esistenza (è lui che dà lavoro a Giacomino e che gli consente di poter stare con Lillina).

La scenografia è essenziale e lo spettacolo, in due atti, scorre velocemente. Energici, insieme al protagonista, i giovani attori che interpretano Giacomino e Lillina, mentre troppo deboli le interpretazioni degli altri personaggi. Dal punto di vista artistico lo spettacolo risulta a tratti confuso, meno vivace di altre messe in scena della compagnia, specializzata sull’autore siciliano, come il Sei personaggi in cerca di autore di un paio di anni fa.
Il pubblico alla fine è tiepido e non mancano i commenti un po’ delusi, considerando anche la location in esclusiva alla compagnia per l’Estate Romana e l’altissimo numero di repliche previste.

All’uscita non può mancare l’ultimo sguardo al panorama e in tanti si avviano anche a Piazza dei Cavalieri di Malta per una sbirciatina dalla famosa serratura che mostra il cupolone.

Chissà che il prossimo anno un possibile alternarsi di compagnie e spettacoli ad accompagnare le serate non possa arricchire ulteriormente le serate sull’Aventino.