mostracinemaveneziaUna Mostra dominata da temi forti, film che – con molte eccezioni – riflettono le tante crisi d’oggi, economiche, politiche e sociali, e affrontano l’assenza di prospettive, senza dare segnali di ottimismo. Venezia 2013 si apre con due star hollywoodiane in 3D – Sandra Bullock e George Clooney nel fantascientifico Gravity di Alfonso Cuarón – si chiude con un docufiction franco-bresiliano in 3D, Amazonia e ospita un film d’animazione giapponese sempre in 3D, Space Pirate Captain Harlock di Aramaki Shinji, ma il direttore Alberto Barbera non nasconde il ricorrere di storie di grande sofferenza, prostituzione, pedofilia, omofobia, violenza sulle donne e la frammentazione dei nuclei familiari, come se la famiglia rappresentasse l’assenza di fiducia, la crisi di valori che la nostra società sta attraversando.

Le novità più appariscenti sono i due documentari in concorso, The Unknown Known del grande Errol Morris che ha intervistato l’ex segretario alla difesa USA Donald Rumsfeld, e Sacro GRA di Gianfranco Rosi, uno dei più celebrati documentaristi italiani.
In concorso il cinema nordamericano indipendente con Child of God di James Franco, Joe di David Gordon Green, Night Moves di Kelly Reichardt, Parkland di Peter Landesman, e tanti titoli britannici che segnano la rinnovata vitalità del cinema Uk: Stephen Frears con Philomena, interpretato da Judi Dench, Tracks di John Curran, Terry Gilliam con la coproduzione Regno Unito/Usa The Zero Theorem con Christoph Waltz, Jonathan Glazer con Under the Skin.

Per l’Italia torna Gianni Amelio con L’Intrepido, protagonista Antonio Albanese, e una straordinaria regista di teatro, Emma Dante, che esordisce al cinema con Via Castellana Bandiera. Polemiche per l’assenza di Anni felici, l’ultimo film di Daniele Luchetti, che ha scelto di andare al festival di Toronto? Nessuna, assicura il direttore Barbera, semplicemente il regista è rimasto scottato dall’accoglienza alla Mostra di anni fa e preferisce il Canada.

La Francia è presente in concorso con Philippe Garrel, che dirige il figlio Louis e Anna Mouglalis in La Jalousie, e nelle coproduzioni firmate dall’israeliano Amos Gitai, Ana Arabia, dall’algerino Merzak Allouache, Les Terrasses, e dal canadese Xavier Dolan, Tom à la ferme.

L’Europa è rappresentata anche dal greco Alexandros Avranas, che porta in Laguna il suo Miss Violence, e dal tedesco Philip Gröning, che torna, dopo il rigoroso Il grande silenzio, con il durissimo Die Frau des Polizisten.

Con orgoglio Barbera segnala la presenza in concorso di Stray Dogs (Jiaoyou) del maestro Tsai Ming-liang, ufficialmente il suo ultimo film, “summa di tutto il suo cinema”, e Kaze tachinu, film d’animazione del giapponese Hayao Miyazaki.

Da segnalare, fuori concorso, Edgar Reitz che porta a Venezia una sorta di prequel di Heimat, Die Andere Heimat – Chronik einer, e Andrzej Wajda con il suo omaggio a Walesa, Man of Hope.

IN CONCORSO
Es-Stouh (The Rooftops), Merzak Allouache (Algeria-France)
L’intrepido Gianni Amelio (Italy)
Miss Violence, Alexandros Avranas (Greece)
Tracks, John Curran (U.K.-Australia)
Via Castellana Bandiera, Emma Dante (Italy-Switzerland-France)
Tom at the Farm, Xavier Dolan (Canada-France)
Child of God, James Franco (U.S.)
Philomena, Stephen Frears (U.K.)
La Jalousie, Philippe Garrel (France)
The Zero Theorem, Terry Gilliam (U.K.-U.S.)
Ana Arabia, Amos Gitai (Israel-France)
Under the Skin, Jonathan Glazer (U.K.-U.S.)
Parkland, Peter Landesman (U.S.)
Joe, David Gordon Green (U.S.)
Die Frau des Polizisten (The Police Officer’s Wife) Philip Groning (Germany)
Kaze tachinu, Hayao Miyazaki (Japan)
The Unknown Known: the Life and Times of Donald Rumsfeld, Errol Morris (U.S.)
Night Moves, Kelly Reichardt (U.S.)
Sacro GRA, Gianfranco Rosi (Italy)
Stray Dogs (Jiaoyou), Tsai Ming-liang (Taiwan-France)

FUORI CONCORSO
Space Pirate Captain Harlock, Aramaki Shinji (Japan)
Gravity, Alfonso Cuaron (U.S.)
Moebius, Kim Ki-duk (South Korea)
Locke, Steven Knight (U.K.)
Yurusarezaru mono (Unforgiven), Lee Sang-Il (Japan)
Wolf Creek 2, Greg McLean (Australia)
Die Andere Heimat — Chronik einer Sehnsucht (Home from Home — Chronicle of a Vision), Edgar Reitz (Germany)
The Canyons, Paul Schrader (U.S.)
Che strano chiamarsi Federico Scola racconta Fellini, Ettore Scola (Italy)
Walesa. Czlowiek z nadziei (Walesa. Man of Hope), Andrzej Wajda, Ewa Brodzka (Poland)

FUORI CONCORSO – DOCUMENTARI
Summer 82 When Zappa Came to Sicily, Salvo Cuccia (Italy-U.S.)
Pine Ridge, Anna Eborn (Denmark)
The Armstrong Lie, Alex Gibney (U.S.)
Ukraina ne Bordel (Ukraine Is Not Brothel), Kitty Green (Australia)
Amazonia, Thierry Ragobert (France-Brazil)
Feng Ai (‘Til Madness Do Us Apart), Wang Bing (Hong Kong-China-France-Japan)
At Berkeley, Frederick Wiseman (U.S.)

ORIZZONTI
Je m’appelle Hmmm…, Agnes B. (France)
Bauyr (Little Brother), Serik Aprymov (Kazakhstan)
Il terzo tempo, Enrico Maria Artale (Italy)
Eastern Boys, Robin Campillo (France)
Palo Alto, Gia Coppola (U.S.)
Ruin, Amiel Courtin-Wilson, Michael Cody (Australia)
Mahi Va Gorbeh (Fish and Cat), Shahram Mokri (Iran)
Vi ar bast! (We Are the Best! ) Lukas Moodysson (Sweden-Denmark)
Wolfskinder (Wolfschildren), Rick Ostermann (Germany)
La vida despues, David Pablos (Mexico)
Algunas Chicas, Santiago Palavecino (Argentina)
Medeas, Andrea Pallaoro (U.S.-Italy)
Still Life, Uberto Pasolini (U.K.)
Piccola Patria, Alessandro Rossetto (Italy)
La prima neve, Andrea Segre (Italy)
Jigoku de naze warui (Why Don’t You Play in Hell? ), Sono Sion (Japan)
The Sacrament, Ti West (U.S.)

L’articolo è tratto da Cineuropa