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2013: prima edizione della Biennale di Arte Contemporanea di Trapani. La domanda che sorge spontanea è, ovviamente, ma ce n’era davvero bisogno? La possibile risposta oscilla ovviamente in un universo dualistico che vede ai propri estremi, come di consueto, entusiastici ed oppositori dell’evento che sarà ospitato in varie sedi della città sicula fino al 30 Agosto. Le ragioni degli uni, come quelle degli altri meritano in ogni caso un approfondimento.

Iniziamo con le considerazioni comuni a chi vede con sospetto questa iniziativa:
1.    Un’iniziativa di questo tipo, può sicuramente influire sulle dimensioni turistiche, già di per sé considerevoli della città di Trapani. Il rischio è che questa biennale si presenti semplicemente come un diversivo per turisti (low-cost)  scarsamente interessati alla manifestazione. In tal caso sarebbe più responsabile offrire dei servizi volti a fornire un’offerta turistica particolarmente congeniale a questa tipologia di domanda.

2.    La Biennale di Trapani va a inserirsi nel sempre più numeroso elenco di biennali che compaiono con una certa frequenza in giro per il mondo, coincidendo, tra le altre cose, con la cadenza della Biennale di Venezia: come potrà “vincere la concorrenza” con le manifestazioni presenti nelle altre città?

3.    La realizzazione di una manifestazione come quella di una Biennale richiede sicuramente un forte impegno da parte di più attori del territorio: Pubblica Amministrazione, soggetti privati, esponenti del mondo artistico. Guardando al nostro recente passato, sorge più di qualche dubbio al pensiero che questa sinergia si presenti con regolarità, senza strappi dovuti alle differenti esigenze reciproche. Cosa accadrà, ad esempio, se si dovesse verificare un cambio di amministrazione?

Sicuramente non mancano altre obiezioni, anche se queste rappresentano i dubbi principali relativi alla creazione di una biennale, che sia ubicata a Trapani o a Kuala Lumpur, e che colgono più di una macchia di ruggine nel dinamico meccanismo che contraddistingue i progetti di sviluppo territoriale attraverso la cultura.

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Chiaramente non è questa la sede per rispondere in maniera esaustiva a queste obiezioni, se non attraverso il riportare le ragioni degli altri, ossia le motivazioni che spingono gli “entusiasti” a schierarsi a favore di questa manifestazione.

1.    La sostanziale assenza di iniziative culturali di rilievo, che non si limitino alla rinomata presenza del vasto patrimonio archeologico, fa sì che i flussi in entrata si concentrino più sulle esperienze legate alla dimensione di leisure time in senso stretto, con il turismo balneare in testa alle categorie. Per quanto le dimensioni di questo flusso siano in gran parte alimentate dalla presenza di rotte low-cost nel territorio trapanese, è bene ricordare che la zona è interessata anche da una forte componente di turismo velico, che, in genere, presenta caratteristiche reddituali differenti, e forte interesse per le manifestazioni artistiche. Questa duplice natura del turismo nella provincia di Trapani si specchia in modo esemplare nell’offerta delle strutture ricettive: stando al rapporto dell’Osservatorio Regionale Turistico Siciliano, nel 2010 la provincia di Trapani presentava un’offerta totale pari a 27169 posti letto, di cui il 46% rappresentato da strutture alberghiere di medio alto livello (da tre stelle in su), mentre il restante va suddiviso tra strutture alberghiere ed extra alberghiere. In questo scenario, la biennale, potrebbe rappresentare un ulteriore stimolo, e quindi una maggiore diversificazione dei flussi d’entrata.

2.    La già citata concorrenza con Biennali affermatesi nel tempo, di cui quella di Venezia rappresenta chiaramente l’apice, è sicuramente una forte criticità, ma che può essere considerata anche una risorsa. Guardando alla Top-15 delle Biennali di Arte Contemporanea stilata dal sito fineart.com, nessuna di esse inaugura ad Agosto, lasciando quindi una finestra d’azione molto importante, soprattutto per una manifestazione che si tiene in una località dal forte ascendente turistico: sempre secondo il già citato rapporto sul turismo, nel 2010 la Provincia di Trapani è stata la terza per dimensioni del flusso turistico totale in Sicilia, con un totale di circa 2 milioni di visitatori. La presenza di flussi in entrata in Italia motivati da esperienze culturali come la visita alla Biennale di Venezia, può essere dunque un punto a favore per la neonata manifestazione: se questa dovesse crescere nel tempo, potrebbe essere motivo di prolungamento della permanenza nello stivale, con un itinerario che parte dalla storica Biennale per poi terminare verso quella di Trapani, che potrà offrire  quei vantaggi paesaggistico-balneari che di per sé rappresentano, come già affermato, motivo di interesse turistico.

Al lettore attento non sarà di certo sfuggita una discrepanza numerica tra le ragioni riportate da una parte e dall’altra. Il motivo di tale asimmetria sta nella considerazione, personale, che vorrei portare al dibattito: ritengo infatti, che al di là dell’esito che sortirà questa manifestazione, riflessioni legate alle difficoltà di interazione tra i vari attori di un territorio siano ovviamente di primaria importanza.

Tuttavia, considerare tali difficoltà come un dato di fatto immutabile, è sicuramente un atteggiamento che ha avuto ben più di una responsabilità nell’immobilismo culturale del nostro Paese. La Chiave di Volta di tutta la questione è forse da ricercare nell’elemento, finora volutamente ignorato, che più di tutti incide sul futuro di qualsivoglia appuntamento artistico: la qualità organizzativa, curatoriale, e della selezione degli artisti e delle opere.  Senza i giusti requisiti di qualità qualunque altra considerazione diviene secondaria, strumentale. In tal senso la Biennale d’Arte Contemporanea di Trapani appare sicuramente come un buon tentativo, con i suoi 77 artisti presenti provenienti da 11 Paesi differenti. Se nel futuro verranno mantenuti e migliorati quei connotati di credibilità e affidabilità degli aspetti tanto organizzativi che di selezione, ci sarà probabilmente un futuro per questa manifestazione.