alleycat-racingAvete mai sentito parlare di “Alleycat Race”? Vi è mai capitato di parteciparvi?

La traduzione letterale è “corsa di gatti randagi”, ma non ha nulla a che vedere con i felini. Si tratta bensì di una gara in bicicletta di cui i partecipanti conoscono solo il punto di partenza. Tutto il resto, tragitto incluso, viene scoperto, è il caso di dirlo, strada facendo o al massimo pochi minuti prima del via.

Il percorso è solitamente scandito da checkpoint intermedi, tappe che possono richiedere il superamento di alcune prove, per lo più legate al tema prescelto per la corsa: solo così si potrà conoscere il checkpoint successivo da raggiungere, fino all’arrivo. Alcune tipologie di alleycat race prevedono invece l’assegnazione di un punteggio per ogni tappa conquistata, conferendo la vittoria a coloro che raggiungono il traguardo con il maggior numero di punti.

Questa particolare competizione nasce nell’ambiente dei “bycicle messengers”, ovvero fattorini e postini che effettuano le consegne su due ruote, e mira appunto a far conoscere l’attività di questi particolari professionisti.

La principale abilità richiesta è l’orientamento: la alleycat race mette infatti alla prova i partecipanti fornendo solo alcuni indizi riguardo i checkpoint da raggiungere prima di arrivare al misterioso traguardo. Tipica di queste manifestazioni è l’atmosfera goliardica, dimostrata anche dai premi per gli ultimi arrivati (appellati “Dead Fucking Last”) e per chi non conosce la città in cui la competizione si svolge.

La prima alleycat race è stata organizzata il 30 ottobre 1989 a Toronto per poi diffondersi in diverse città del Nord America, dell’Europa e dell’Asia.

In alcuni paesi, le alleycat race sono tuttavia ritenute illegali se prive di un’opportuna autorizzazione: il fatto che le competizioni si svolgano in città, conferisce un certo grado di pericolosità alla manifestazione sportiva. Nel 2008 si è infatti registrato il decesso di un partecipante all’alleycat race organizzata a Chicago.

Il fenomeno è di certo coinvolgente, tanto che il videomaker Lucas Brunelle lo ha documentato nel suo lungometraggio “Line of Sight”, girato grazie ad una telecamera montata sul suo casco, che ha indossato durante i diversi alley race cui ha partecipato.
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Anche in Italia non mancano gli appuntamenti per chi desidera cimentarsi in queste particolari corse di biciclette.

La prossima è a Trieste il 17 settembre. Ad organizzare questa competizione, dal titolo scherzoso “Alley Fish Race” sono i Raw ciclocorrieri con Etnoblog, in occasione della settimana europea della mobilità sostenibile.

Le alleycat race possono infatti essere un’ottima occasione per scoprire gli spazi cittadini e tornare ad utilizzare le più sostenibili due ruote a pedali.