robot06-homeE’ l’evento imperdibile per gli amanti della musica elettronica e delle arti visive, ma anche per chi ha voglia di novità e sperimentazioni: il roBOt Festival è stato inaugurato dal concerto The Kilowatt Hour del 24 settembre e ora è grande l’attesa per gli appuntamenti che si svolgeranno dal 2 al 5 ottobre a Bologna. Ne abbiamo parlato con gli organizzatori.

 

Perché roBOt Festival sceglie quest’anno di indagare il tema della “vertigine digitale”? In che modo si propone di farlo?
L’accumulo e la conservazione del sapere è un macro tema diffuso e sviscerato dalle più grandi manifestazioni culturali europee degli ultimi anni. Il rapporto con archivi e database, l’attendibilità delle fonti e l’etica della privacy sono argomenti presenti nella nostra quotidianità. roBOt ha scelto di approcciare l’argomento partendo dagli effetti/conseguenze individuali per ipotizzare reazioni, soluzioni e nuovi scenari di convivenza/sopravvivenza socio-culturale. La sovraesposizione ai flussi di informazioni causa asfissia e smarrimento, provocando quella che Lovink definisce, mutuando Freud, la “Psicopatologia del sovraccarico di informazioni”.
I partecipanti a questa sesta edizione di roBOt descriveranno la #digitalvertigo: forme capaci di incarnare gli istinti primordiali, intimi e grotteschi, le paure e i sentimenti contrastanti di uno Spleen post moderno, generato dalla perdita di limitazioni e punti di riferimento. Le interpretazioni raccolte rappresentano soluzioni stilistiche eclettiche, che indurranno nello spettatore le sensazioni più incontrollate, recondite, irrazionali e allucinatorie. Fra i risultati formali sono emersi distorsioni ottiche e percettive allucinatorie, giochi di riflessi e di luci, ribaltamenti prospettici; allusioni a mondi alternativi, paralleli, esoterici, all’aldilà e alle dimensioni magiche, mitiche, religiose; fino a giungere, visivamente, alla raffigurazione del Cosmo.

 

Quali gli eventi salienti di questa edizione? Ci sono novità importanti da segnalare?
Anche quest’anno il Festival porterà in 5 luoghi diversi della città, fra teatri club e palazzi storici, il meglio dell’elettronica internazionale: fra gli altri, si esibiranno Tim Hecker, Lorenzo Senni, Thundercat (prima e unica tappa italiana), Seth Troxler, Ben Klock, Pantha Du Prince, Jon Hopkins e dj Koze. Due invece saranno le novità importanti della sesta edizione: il Music Hack Day, un evento che nell’arco di 24 ore, fra il 5 e il 6 ottobre, riunirà a Palazzo D’Accursio programmatori, designer e artisti per dare sfogo alla loro creatività e dare vita al futuro della musica elettronica e il roBOt kids, nato dalla partnership con il Dipartimento Educativo MAMbo, un laboratorio audiovideo dedicato ai bambini.

 

L’evento è giunto ormai alla sesta edizione e si conferma uno degli appuntamenti di punta per Bologna. In che modo la città partecipa al festival? Sono state avviate particolari sinergie?
C’è stato un supporto totale da parte dell’Amministrazione Comunale bolognese, in particolare abbiamo lavorato a stretto contatto con il Settore Cultura e il Settore Marketing Urbano e Turismo. Grazie al sostegno di Provincia e Regione abbiamo realizzato la rassegna estiva “roBOt_ini in provincia” che ci ha permesso di portare delle pillole del festival nei comuni di Castel Maggiore, Bentivoglio e Budrio.
Confermata anche la collaborazione con l’Alma Mater Studiorum: riduzioni studenti sugli abbonamenti al festival e supporto sull’organizzazione dei workshop che riguardano lo sviluppo delle tematiche trattate quest’anno.
Il Teatro Comunale di Bologna rappresenta la location preziosa deputata all’opening mentre il dipartimento educativo del MAMbo, Museo di Arte Moderna di Bologna ospiterà la giornata di chiusura, per la prima volta dedicata ai bambini.
Il festival attraversa club e associazioni culturali particolarmente attivi in città: Arterìa, TPO, Link ed Elastico Studio, accolgono installazioni, live e dj-set.

 

Il concerto di apertura di roBOt06 ha coinciso con l’ultima tappa del tour di The Kilowatt Hour, in una location particolare.
Il progetto The Kilowatt Hour nasce dall’incontro delle sinergie di tre grandi della sperimentazione musicale, David Sylvian, ex membro del pop rivoluzionario dei Japan, Christian Fennesz e Stephan Mathieu, due mostri sacri dell’elettronica. La piece è pensata come un’interazione fra tre diversi stili, è un lavoro in work in progress che prende forme diverse a seconda del luogo in cui si svolge. A Bologna The Kilowatt Hour si è svolto presso il Teatro Comunale, risalente al 1700, un luogo straordinario che ha offerto agli artisti un particolare spunto per la loro performance.

 

In questi anni di roBOt Festival, come è cambiata l’offerta musicale elettronica? In che direzione si sta andando in particolare nel nostro Paese?
Il format di roBOt è cambiato molto negli anni: l’evento nasce come momento dedicato alla dance da club ma negli anni la musica elettronica in Italia ha conosciuto la diffusione in diverse sfumature ulteriori rispetto a quella ballabile, come quella dell’ascolto e della ricerca. Il roBOt Festival inoltre si pone l’obbiettivo di valorizzare la produzione elettronica nazionale che al giorno d’oggi non ha nulla da invidiare in quanto ad attualità e grado di sperimentazione alle famose “scuole” tedesche e inglesi.

 

Quali sono i numeri di roBOt06?
roBOt è un festival che coinvolge 140 artisti di cui il 30% internazionali, patrocinato da 6 istituzioni fra cui il Comune e Provincia di Bologna, Regione Emilia Romagna, Fondazione del Monte e Università di Bologna. I cinque giorni di Festival non sono animati solo dalla musica, ma anche da workshop, installazioni video, documentari e performance di danza e teatro. La scorsa edizione roBOt ha contato circa 14.000 presenze, 150 persone coinvolte nell’organizzazione e 40 volontari.

 

Cosa c’è nel prossimo futuro del roBOt Festival?
Ci interessa seguire l’evoluzione delle tecnologie laddove digitale, arte e musica si incontrano, obiettivo che si rinforza di anno in anno.
E’ nostra cura continuare a fare ricerca in questo settore portando in Italia artisti interessanti con proposte capaci di mantenere alto il livello di attenzione  del pubblico. Nel prossimo futuro, roBOt intende coltivare i progetti roBOt_ini in provincia, roBOt kids e il Music Hack Day, novità significative del 2013, tutti ideati nell’ottica di lavorare in rete per creare un network di intelligenze, spunti e stimoli creativi.