tourparis13Sulla riva sinistra della Senna, tra la Bibliothèque Nationale de France e la Cité de la Mode et du Design, in uno dei quartieri più dinamici di Parigi, sta per essere inaugurato un grandioso museo temporaneo di street art, frutto del lavoro di cento artisti provenienti da tutto il mondo.

Stiamo parlando della Tour Paris 13, un palazzo di 4500 mq destinato alla demolizione che, prima di essere raso al suolo, è stato affidato dalla Mairie del 13° distretto alla Galerie Itinerrance, coordinatrice del progetto; i trentasei appartamenti, lasciati liberi dagli inquilini, sono stati così completamente trasformati dall’intervento degli street artist più stimati del momento, che hanno rivestito pavimenti, pareti, soffitti e superfici esterne con le loro opere d’arte.

L’idea di un edificio della street art era nell’aria già da tempo, ma la difficoltà nel reperire luoghi pubblici utilizzabili e i costi proibitivi degli spazi privati ne hanno sempre ostacolato la realizzazione. Questa volta, invece, la disponibilità di un edificio in trasformazione si è rivelata la risposta vincente, e la Tour Paris 13 è diventata la dimostrazione di come anche gli “spazi bianchi”, le aree abbandonate delle nostre città, possano essere mantenute vitali e dare avvio ad un percorso di crescita culturale, sociale ed anche economica.

Al momento della scelta degli artisti partecipanti, gli organizzatori hanno deciso di dare spazio ai paesi emergenti nel panorama internazionale della street art, come Medio Oriente, America Latina, Italia e Portogallo.
Alexöne, C215, David Walker, eL Seed, Ethos, Inti e Ludo sono solo alcuni dei protagonisti coinvolti.

Dei nove piani della Tour Paris 13, il terzo (denominato appunto “Il Piano”) è stato interamente riservato alla street art italiana che, con ben quindici interpreti, è una delle nazioni più presenti.
Gli artisti chiamati a far parte del progetto sono stati selezionati in base a criteri tecnici, stilistici ed anagrafici, in modo da offrire un vasto repertorio di ciò che è la street art italiana. I loro nomi sono 108, Agostino Iacuci, Awer, Dado, Etnik, Hogre, Hopnn, JBRock, Joys, Moneyless, MP5, Orticanoodles, Peeta, Senso e Tellas.

Il Piano è stato gestito da Le Grand Jeu, un’agenzia parigina specializzata nella promozione di progetti di street art, che ha nell’italiano Christian Omodeo uno dei suoi fondatori. Per loro questo evento rappresenta l’occasione per innalzare il livello culturale del dibattito sulla street art, discussione che fino ad oggi è stata spesso inaridita dalla solita diatriba tra arte e vandalismo.

Le Grand Jeu ha deciso di occuparsi dell’intervento in autonomia, rinunciando a sostegni finanziari sia pubblici che privati, così da garantire agli artisti la più totale libertà d’azione.

La Tour Paris 13 rimarrà visitabile soltanto per un mese, dal 1 al 31 ottobre. Dopo questa data verrà chiusa, mentre resteranno accessibili per altri dieci giorni il sito web e l’applicazione che gli sono stati dedicati. A tutti noi spetterà il compito di salvare virtualmente le opere, perché dall’11 novembre il sito sarà riaperto con le sole parti che il pubblico avrà deciso di far sopravvivere. L’edificio, invece, sarà demolito per far posto ad un altro palazzo di case popolari.

 

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