Si è svolta il primo ottobre la prima “Giornata Europea dedicata alle Fondazioni e ai Donatori” promossa da DAFNE, il network che unisce 24 associazioni di fondazioni di diversi Paesi europei in rappresentanza di oltre 6 mila soggetti. Con eventi, incontri e appuntamenti, le fondazioni di ciascun paese hanno unito gli sforzi per promuovere presso il pubblico la conoscenza dell’impegno da loro assunto a beneficio dello sviluppo sociale, economico e culturale della popolazione.

Presenti in numero crescente in tutta Europa, questi soggetti, come messo in evidenza dall’Associazione Italiana Fondazioni e Enti di Erogazione (Assifero), spendono 83 miliardi l’anno per il bene comune, risorse queste che hanno continuato a riversarsi sul territorio anche in un periodo di crisi economica quale quello attuale.

In Italia, la presenza di questi soggetti si caratterizza per il forte radicamento territoriale e per una distribuzione geografica non omogenea, essendo concentrata la gran parte di essi al nord del paese, con la Lombardia a ospitare il maggior numero di soggetti erogatori.

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Fonte: Dati in valore assoluto rilavati da Assifero

 

Se guardando alla forma giuridica appare evidente che, in termini assoluti, il peso delle fondazioni sia pari a poco più del 10%, non si può non mettere in luce come la capacità di erogazione di tali soggetti sia di notevole rilievo.

Per avere un’idea di quanto stiamo affermando, basterà fare riferimento in modo specifico alle fondazioni bancarie, pur non dimenticando il ruolo altrettanto significativo delle fondazioni d’impresa.

Guardando ai dati di bilancio per l’anno 2012 forniti dall’ACRI, l’Associazione che riunisce le Fondazioni bancarie e le Casse di Risparmio presenti sul territorio nazionale, appare immediato il consistente investimento di risorse a beneficio del territorio.

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Fonte: Acri

965 milioni di euro che sono stati erogati nel solo 2012, andando a beneficiare in modo prioritario quattro settori d’intervento, ovvero “arte, attività e beni culturali”, ricerca e sviluppo, educazione, istruzione e formazione, assistenza sociale. Analizzando nel dettaglio i dati appare tuttavia chiaro che – ed è questo l’aspetto che ci preme porre in evidenza – un’attenzione particolare da parte delle fondazionibancarie è rivolta al settore della cultura, destinatario del 31% delle erogazioni totali. Il dato appare essere ancor più incisivo – 50% – se si assume un più ampio concetto di cultura, andando a ricomprendere anche i finanziamenti destinati all’istruzione e alla formazione.

Le fondazioni bancarie, dunque, investono risorse nella cultura, che è percepita non solo come un bene da tutelare, ma anche e soprattutto come uno strumento attraverso il quale riattivare l’economia del territorio, promuovere il talento e la creatività giovanile, l’occupazione e l’inclusione sociale.

 

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