Inaugurato ufficialmente qualche giorno fa, il Grand Egyptian Museum è forse uno dei più importanti progetti culturali che l’Egitto, ma non solo, ha intrapreso negli ultimi anni. Situato su un’area di circa 490.000 metri quadri, di cui circa un terzo adibito a superficie costruita, il GEM ospita gallerie espositive, centro congressi, aree commerciali e spazi all’aperto, e spazi per mostre fisiche e virtuali, oltre ad avere un auditorium da 1.000 posti, e sale conferenze. Potrebbe trattarsi di un’ennesima cattedrale nel deserto (stavolta in una chiave semi-letterale), ma nulla lascia presagire questa tipologia di destino. A rendere tale istituzione così importante, al di là dell’aspetto scientifico e museologico, è la centralità che negli anni i vari presidenti hanno dato a questo progetto come fulcro di una strategia di posizionamento internazionale dell’Egitto, e come processo di riqualificazione dell’intera area su cui il GEM sorge, facendo convergere all’interno delle pianificazioni azioni strutturali legate all’aeroporto e all’autostrada, trasformando l’intera regione in un’area ad alta attrattività turistica e culturale.Su cosa riflettere in Italia?