Se pensate di poter trovare tutti i video possibili e immaginabili su You-tube vi sbagliate di grosso. L’intervista a Edda Ciano Mussolini o il “repertorio D’Incerti” composto da spezzoni e filmati sulla prima guerra mondiale, un fondo di repertori sulla rivoluzione d’ottobre e sui primi anni della storia dell’Urss potete visionarle solo nell’Archivio dell’Istituto Luce. Da poco rinnovato e on line dopo una fase di catalogazione e informatizzazione, l’Archivio rappresenta una raccolta unica di documenti, dalle foto ai filmati, senza tralasciare i cinegiornali, che racconta tutta la storia del nostro Paese dal 1924, anno della sua nascita, ad oggi.
200.000 schede catalografiche, 4.000 ore di filmati, 400.000 fotografie, sono i numeri che possono testimoniare l’entità dei dati in libera consultazione dal sito www.archivioluce.com.
L’Archivio dell’Istituto Luce conserva, infatti, un vastissimo patrimonio filmico e fotografico composto da documenti di propria produzione e da collezioni private e fondi audiovisivi acquisiti nel tempo da fonti diverse.
L’archivio si suddivide in due grandi categorie: fotografico e cinematografico.
Il primo conserva oltre 3 milioni di immagini suddivise in quattro grandi categorie: in primis quelle scattate dal fotografo Adolfo Porry Pastorel e le fotografie del Fondo Luce – articolato nei diversi “reparti” interni sull’Attualità, i paesaggi e monumenti d’Italia, l’Africa Orientale Italiana, la guerra-. Altri fondi acquisiti dal dopoguerra in poi documentano la società italiana dal 1948 fino ai giorni: sul sito sono consultabili le immagini dell’Agenzia Dial-Press, che raccontano gli anni della Dolce vita a Roma e gli scatti dell’Agenzia Foto V.E.D.O che descrivono la politica e il costume in Italia dal 1948 al 1965.
L’archivio cinematografico non è da meno, anzi rappresenta una ricchissima fonte audiovisiva inestimabile e ineguagliabile. Un prezioso e vastissimo patrimonio filmico composto non solo di cinegiornali e documentari di propria produzione (realizzati a partire dal 1924 anno di nascita della L.U.C.E. “L’Unione Cinematografica Educativa”), ma anche di testate d’attualità , collezioni documentaristiche e fondi esterni acquisiti via via nel tempo.
Il patrimonio è attualmente composto da 12.000 cinegiornali, 4.700 documentari e da altre tipologie di film che vanno dalla cinematografia delle origini fino alla documentazione degli eventi e della vita sociale degli ultimi decenni. Sono inoltre conservati in Archivio un milione di metri di “girato non montato” che compongono il “repertorio” Incom e Luce, oggi in corso di catalogazione e informatizzazione.
Le diverse testate dei cinegiornali coprono un arco temporale che va dal 1928 al 1990 e sono costituite dai “Giornali Luce”, prodotti dallo stesso Istituto nel ventennio fascista, e dai vari notiziari del periodo repubblicano acquisiti successivamente.
Il fondo dei documentari comprende i “soggetti” prodotti dall’Istituto tra il 1924 e il 1943, i documentari realizzati o distribuiti dall’Azienda nell’ambito delle sue funzioni istituzionali a partire dal dopoguerra e tutte le acquisizioni di materiale prodotto esternamente (a cominciare dagli anni Sessanta).
Sono inoltre consultabili presso l’Archivio Luce, in virtù di recenti convenzioni, fondi appartenenti a terzi, come ad esempio alcune testate di cinegiornali della Cineteca Nazionale della Scuola Nazionale di Cinema, un fondo di audiovisivi dell’Archivio Centrale dello Stato, alcuni filmati non fiction della Cineteca del Friuli, un fondo documentaristico dello Stato Maggiore dell’Esercito.
Tutto il parimonio menzionato è consultabile mediante una funzione di ricerca ben articolata in 12 directory che prevedono varie altre categorie.
Il valore aggiunto è la presenza di una speciale sezione denominata Percorsi. In essa tre le opzioni di scelta: Le regioni d’Italia, la Casa del Cinema, la Camera dei Deputati.
Se volete conservare traccia della vostra visita virtuale nell storia d’Italia, andate nello Store del sito e acquistate un bel poster.