OECD Indicators

La pubblicazione OCSE Education at a Glances 2010 offre ai vari Paesi l’occasione di misurare in un`ottica comparativa il settore dell`istruzione, che rappresenta oggi, da un lato, una delle principali voci della spesa pubblica, dall’altro, la chiave fondamentale per lo sviluppo in un mercato sempre più incentrato sull’economia della conoscenza.
Il rapporto presenta una vasta gamma di indicatori sui sistemi formativi nazionali: accesso all’istruzione, risorse finanziarie e umane, ambiente di apprendimento, livelli conseguiti e impatto sulle opportunità professionali.
I livelli di istruzione medi sono molto cresciuti e i paesi OCSE hanno fortemente investito in formazione negli ultimi anni: nei livelli inferiori a quello universitario la spesa per studente tra il 1995 e il 2007 è aumentata in media del 43%, nonostante il numero degli studenti sia rimasto pressoché stabile; a livello universitario l’aumento é stato del 14% nel periodo 2000-2007. I livelli di spesa variano però considerevolmente da paese a paese: in Italia la spesa pubblica in istruzione é pari al 9% della spesa pubblica totale, il livello più basso tra i Paesi industrializzati (13,3% la media Ocse). Inoltre il sistema italiano pare essere squilibrato tra i vari livelli di istruzione a scapito dell’università, dove la spesa media per studente è di appena 8.600 dollari contro i quasi 13.000 OCSE.
Il rapporto offre lo spunto per altre comparazioni sulla competitività dei sistemi: l’Italia è, insieme ad Israele, il paese con il maggior numero di ore di istruzione previste nella scuola dell’obbligo (8.200 ore complessive, mentre la media Ocse si ferma a 6.777). Al tempo stesso, però, l’Italia é quintultima per ore di insegnamento diretto per singolo insegnante.
Particolarmente preoccupanti sono i dati riferiti all’università in rapporto al mondo del lavoro: dopo la laurea trova lavoro entro un anno solo il 47,3%, contro il 77,1% della Germania ed il 69% della Francia. Eppure il numero dei laureati italiani è molto inferiore rispetto agli altri paesi: solo il 14% della popolazione italiana è laureata contro il 28% della media Ocse (sono di meno anche i diplomati: 53% contro 71%). Tali percentuali sono tuttavia in aumento: il numero dei laureati italiani è cresciuto del 5,3% medio annuo rispetto al 1998 e raggiunge il 20% nella fascia d’età 25-34 anni (la media Ocse é del 27%), mentre é solo il 10% tra gli ultra 55enni. L’85% dei giovani arriva al diploma di scuola media superiore, ma all’università si iscrive solo il 51%.
L’affermarsi dell’economia della conoscenza impone infine un apprendimento continuo su tutto il corso della vita lavorativa. Il rapporto mostra che oltre il 40% degli adulti nei paesi OCSE partecipa in un dato anno ad attività di istruzione formale e non formale, mentre in Italia questo dato è fermo al 22%.

Education at a Glance 2010
OECD Indicators
pp.96
OECD 2010, € 28,00
ISBN: 9789264055988

Marco Riva è ricercatore della Fondazione Rosselli