Il BTO 2014 conferma la cultura come migliore via d’accesso all’ecosistema turistico italiano.

Il topic Culture, Travel and Territory disegna chiaramente quel mind the gap in programma: c’è il desiderio e l’urgenza di catalizzare attenzione e confronto sugli spazi vuoti del turismo italiano.

Percepiamo la cultura creativa del Bel Paese come qualcosa di insistente, nelle trame dei territori, nelle imprese culturali e creative, parte integrante del processo di social innovation a carattere tutto italiano.

 

Il panel “Culture, Travel and Territory”, curato da Monti&Taft, vuole essere espressione e proiezione delle opportunità proprie della cultura creativa italiana. Al BTO 2014 presentiamo l’idea per un nuovo Grand Tour italiano, insieme a compagni di avventure tipicamente nazionali.

 

Made in Cloister mostrerà come sia possibile valorizzare il patrimonio culturale non solo come dote di beni artistici ma anche come patrimonio di tecniche, esperienze e valori: un viaggio tra rinascimento italiano e archeologia industriale sviluppato anche grazie al metodo del crowdfunding. SlowFood racconterà, attraverso lo strumento del presidio, l’eccellenza enogastronomica italiana come chiave di lettura dei nessi tra produzione e valorizzazione sociale ed economica dei territori. I Parchi Val di Cornia si presenteranno come modello esperienziale sintesi delle relazioni di impresa tra culture, travel and territory.

 

Rigenerare un territorio, oggi, è possibile solo guardando al potenziale d’impresa, dunque, grazie alla cultura creativa che trova espressione di massima nel mix tra competenze tecnologiche e abilità manuali.

Il Made in Italy come mappa sinottica della creatività italiana può essere, infatti, metodo e allo stesso tempo soluzione integrata per l’innovazione sociale dei territori.

L’Italia è brand da trasmettere alle generazioni e destinazione da monitorare per aprire possibilità future: il travel 2.0 resta, quindi, l’arma di comunicazione più efficace per le stratificazioni del territorio italiano tra saperi e mestieri.

Il monitoraggio delle evoluzioni e delle contaminazioni della cultura creativa del territorio italiano si rivela, oggi, come unico anello debole e, al contempo, zona franca di quella catena di valore che porta il nome “made in Italy”: mind the gap!